Prete pedofilo: don Carlo rompe il silenzio e si difende

Dopo mesi di silenzio don Carlo Chiarenza, il prete di Acireale accusato di pedofilia dal ricercatore Teo Pulvirenti, si difende in una dichiarazione diffusa dal suo legale

"Ho scelto fino ad oggi il silenzio, quale scrupoloso rispetto verso il mio ministero, e quale atto di fedeltà estremo verso tutte le persone, incluso il Pulvirenti, che la Provvidenza ha affidato alle mie cure pastorali".

Così don Carlo Chiarenza, il prete di Acireale commenta le accuse di pedofilia che gli sono state rivolte da un ricercatore italiano che lavora negli Usa, Teodoro Pulvirenti.  Il sacerdote, in una dichiarazione diffusa dal suo legale, l'avvocato Antonio Fiumefreddo del foro di Catania, si dice pronto a "mettersi a disposizione dell'autorità affinché sia chiarita questa mostruosa vicenda e così lenita la sofferenza che sta procurando".

"A Pulvirenti - aggiunge don Carlo Chiarenza - auguro di trovare presto la pace interiore e di riconciliarsi con la sua vita e con la sua famiglia. Non nutro comunque rancore nei confronti di nessuno - conclude il prete che è stato trasferito da mesi in un'altra regione in ritiro spirituale - consapevole che il bene vince sempre sul male e la luce sulle tenebre mentre soffro anche per il disagio arrecato a tante persone buone a motivo dei gravi eventi e del loro risalto mediatico".

Parlando della conferenza stampa tenuta la settimana scorsa a Roma dal ricercatore italiano che vive negli Usa, durante la quale è stata fatto ascoltare un colloquio tra i due, il sacerdote afferma che "la registrazione effettuata da Teodoro Pulvirenti è stata diffusa dal predetto in modo incompleto e secondo modalità  errate da prestate al fraintendimento e alla strumentalizzazione".

"In realtà - sostiene don Carlo nel documento diffuso dal suo legale - il colloquio è avvenuto in un clima di sincera accoglienza umana e cristiana verso una persona, come tra persone che non si vedevano da molti anni. Abbiamo parlato di tante cose, spaziando sui più vari argomenti, e ci siamo congedati con la solita cordialità scambiandoci un bacio di saluto, cosicché mai avrei potuto immaginare di potere ricevere un'accusa così funesta".

Il sacerdote sottolinea di avere scelto "il silenzio, quale scrupoloso rispetto verso il suo ministero" ma, precisa "il profondo dolore che mi viene procurato, e che vivo con profondissima fede, ed i doveri verso la Comunità mi impongono di difendere non tanto la mia umile persona quanto piuttosto l'attività pastorale che sin dalla mia ordinazione presbiterale ho servito con scrupolo, disinteresse ed assoluta dedizione".

"Non comprendo il motivo di tanto accanimento nei miei confronti - rileva don Carlo - e posso solo immaginare che il Pulvirenti stia così manifestando le proiezioni di problematiche forse irrisolte". L'avvocato Antonio Fiumefresso annuncia che "nei prossimi giorni si avrà modo di fare chiarezza sulle tante inesattezze diffuse in questi giorni".

"Lo si farà innanzitutto con l'autorità giudiziaria - precisa il penalista - ma anche, com'è giusto, con la stampa, nel rispetto delle persone e nell'adesione totale alla ricerca della verità".
 

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