Reati elettorali, Riccardo Pellegrino: "Resto candidato sindaco"

"Non mi ritiro e resto candidato a sindaco della lista Civica ‘Un cuore per Catania’. Riprenderò con ancor più determinazione", spiega il consigliere comunale

"Ho piena e assoluta fiducia nell’operato della magistratura, a cui riconosco rigore e serietà. Confido altresì nello sviluppo rapido dell’azione giudiziaria, che non potrà non confermare la mia estraneità a qualunque condotta di natura penale”. Così il consigliere comunale di Forza Italia e candidato a sindaco di Catania, Riccardo Pellegrino, commenta la notizia dell'inchiesta della Procura etnea che lo vede indagato per una presunta compravendita di voti nell’ambito delle scorse elezioni Regionali.

“Resto a disposizione dei magistrati - prosegue Pellegrino - per fornire ogni chiarimento sui fatti contestatemi, in merito ai quali non aggiungo altro per l'elementare doveroso rispetto per il lavoro che sta svolgendo all'autorità giudiziaria. Sono sereno e tranquillo perché certo che tutto sarà chiarito rispetto a questioni con le quali non c'entro assolutamente. Per questa ragione proseguirò l’ impegno ormai decennale a favore della mia città. Dunque, non mi ritiro e resto candidato a sindaco della lista Civica ‘Un cuore per Catania’. Subito dopo le festività Pasquali, riprenderò con ancor più determinazione e convinzione la campagna elettorale tra i catanesi e per i catanesi. Avrò così modo di spiegare ai cittadini, che potranno così giudicarmi. Mi auguro infine che si ponga termine ad attacchi politici e personali strumentali, in alcuni casi anche violenti, al di fuori di ogni regola di semplice civiltà”, conclude Pellegrino.

Le indagini della Procura

Sono due i faldoni d'inchiesta aperti dalla Procura distrettuale di Catania: una che contesta il voto di scambio, e per cui sono in corso perquisizioni da parte della Dia, e un'altra che ipotizza la corruzione elettorale che è già nella fase della conclusione delle indagini preliminari. Il 'faro' è stato acceso sulla campagna elettorale per le scorse Regionali. L'avviso di conclusione indagine tratta il presunto sostegno dato, con la "consegna di denaro" e il "pagamento di 50 euro a voto", per "ottenere consensi in favore di Riccardo Pellegrino", che era candidato nelle liste di Forza Italia.

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Dodici complessivamente i destinatari dell'avviso di conclusione indagine. Oltre a Pellegrino, Maesano e Susinni, ci sono anche Gesualdo Briganti, Antonino Castorina, Orazio Sebastiano Cutuli, Salvatore Di Benedetto, Antonio Di Benedetto, Ivan Andrea Guarrera, Salvatore Gulisano e Filippo Pellegrino“

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