Sant'Agata, nuova pagina Fb contro la festa: insulti e offese ai devoti

Dopo 'Sant'Agata - TI ODIO' arriva una nuova pagina Facebook che punta il dito contro la festa religiosa dedicata alla Santa patrona di Catania

Dopo 'Sant'Agata - TI ODIO' arriva una nuova pagina Facebook che punta il dito contro la festa religiosa dedicata alla Santa patrona di Catania. Aperta nel 2017 - ma nuovamente attiva in questi giorni - 'Festa di Sant'Agata TI ODIO' ha ripreso a pubblicare foto, video e post che mettono alla berlina i comportamenti dei "cittadini" devoti della 'santuzza'.

"Ho creato questa pagina non perché odi realmente Sant'Agata - scrive l'amministratore - ma per dimostrare quanto siano vomitevoli e incoerenti i devoti". "Ho ricevuto centinaia di minacce di morte rivolte alla mia famiglia e a me - continua nel suo post - mi sono state augurate malattie inguaribili e via dicendo. Tutto questo perché ho creato una pagina con questo titolo". "Sant'Agata si starà rivoltando nella tomba - conclude - Fatevi una cultura, studiate, frequentate altri ambienti, ascoltate buona musica, aprite il vostro cervello perché tra gli integralisti islamici che tanto criticate e voi che minacciate di morte per una pagina Facebook non c'è alcuna differenza. Spero che il vostro Dio vi perdoni".

Il precedente

Oggi chiusa - ma aperta fino all'anno scorso -  la pagina Facebook "Sant'Agata ti odio" pubblicava numerosi post che ridicolizzavano e prendevano in giro i devoti. Più volte segnalata e chiusa da Facebook per contenuti inidonei e offensivi, la pagina ritornava online puntualmente a ridosso delle festività agatine.

Nata probabilmente per provocare, la pagina attirava ogni giorno minacce e insulti pesanti da parte di moltissimi utenti che, vengono poi a loro volta presi in giro per la "scarsa conoscenza della grammatica italiana" e per "l'odio virtuale" che, come sottolineato dall'autore nei suoi post, non si adatta agli insegnamenti generali della religione cattolica. Lo spazio virtuale era pieno di fotomontaggi blasfemi della Santa e vignette che suscitavano, puntualmente, una catena di sproloqui.

Non mancavano inoltre gli audio-messaggi e gli screenshot delle minacce ricevute dall'admin, il cui intento, sembrava essere proprio quello di mostrare il volto "criminale" del culto di Agata. "In questa fogna di città si ha paura di esprimere la propria opinione a causa di atteggiamenti mafiosi, di gente che difende una statua e preferisce il fanatismo al progresso", scriveva l'amministratore della pagina in un post.

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