Scambio politico-mafioso, legali consigliere Pellegrino: "Archiviata indagine"

I difensori di Riccardo Pellegrino, giovane consigliere comunale di Forza Italia, annunciano che l'indagine sul proprio assistito, riguardo a presunti reati elettorali, sarebbe stata archiviata. E su Facebook lo stesso politico scrive: "Sono stato considerato innocente dalla giustizia"

A porre la questione come un'assoluzione è il protagonista della vicenda, Riccardo Pellegrino, giovanissimo consigliere comunale di Forza Italia, finito sotto i riflettori all'interno dello scandalo sollevato dalla relazione della commissione Antimafia regionale sulle parentele in odor di mafia di alcuni rappresentanti politici etnei. "Sono stato considerato innocente dalla giustizia", scrive Pellegrino sulla propria pagina Facebook ma, tuttavia, la questione è più complessa e - stando alle dichiarazioni dei legali dello stesso politico - il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catania, "su richiesta della Procura", avrebbe disposto "l'archiviazione per possibili reati elettorali collegati al 416 ter c.p.", ovvero il reato di scambio elettorale politico-mafioso. 

L'indagine dei magistrati etnei sarebbe nata all'indomani della pubblicazione di un report dell'Ars, dove i parlamentari regionali avevano appurato la veridicità della parentela con Gaetano Pellegrino, fratello del consigliere, condannato per estorsione e minacce e ritenuto uomo vicino al boss dei Caracagnusi, Nuccio Mazzei. Ma non solo, ad attivare i pm, sarebbero state anche le dichiarazioni del pentito santapaoliano Salvatore Viola che sosteneva l'esistenza di un ruolo dei clan nella campagna elettorale a San Cristoforo, quartiere di Pellegrino.

"A seguito di articolate indagini, durate svariati mesi, sia la Procura che il Giudice hanno ritenuto non sussistere elementi o profili di rilievo penale all’attività politica del Pellegrino, il quale, peraltro, ha sempre manifestato piena fiducia nell’operato della magistratura”, scrivono gli avvocati Luca Mirone e Giuseppe Rapisarda. “La recente archiviazione conferma, ancora una volta, la correttezza del nostro assistito nello svolgimento della propria attività politica”, concludono i legali. 

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