Quarto giorno di protesta: blocco merci tra caos e caccia alle scorte

Quarto giorno di protesta. E oggi, due appuntamenti importanti per il movimento "Forza d'Urto" che sta mobilitando l'intera Sicilia. Alle 10.30, Lombardo incontrerà a Palermo una delegazione del movimento

Quarto giorno di protesta. E oggi, due appuntamenti importanti per il movimento "Forza d'Urto" che sta mobilitando l'intera Sicilia. Alle 10.30, il presidente  della Regione, Raffaele Lombardo - insieme con i nove prefetti dell'isola- incontrerà a Palermo una delegazione del movimento che riunisce autotrasportatori, agricoltori, pescatori, commercianti e piccoli imprenditori. Delegazioni di manifestanti verranno anche ascoltate dalle commissioni dell'Ars.

Quello che è sicuro è che non ci sarà uno sciopero bis. L'esecutivo di Unatras ( Unione nazionale delle associazioni dell'autotrasporto merci - riunitosi ieri a Roma- ha sospeso il fermo dei servizi che era stato proclamato dal 23 al 27 gennaio. Lo sciopero nazionale è stato sospeso anche grazie alle rassicurazioni fornite dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera. Fra le misure annunciate: interventi immediati con 400 milioni di euro per il comparto, rimborso delle accise sul gasolio e controllo dei costi delle assicurazioni.

Ma le richieste degli autotrasportatori siciliani sono anche altre e, pertanto, cruciale è l'incontro di oggi. In base a quanto dichiarato da Pippo Richici, presidente dell'Aias, a Lombardo verranno presentate le richieste degli autotrasportatori e "ascolteremo le sue risposte. Il problema non è di facile soluzione. I signori della grande distribuzione la fanno da padroni, perchè non c'è questa "filiera lunga" della quale parlano". " Quello che sta accadendo in Sicilia - ha aggiunto Mariano Ferro, leader del movimento dei forconi e presidente di Forza d'Urto - non è la semplice rivendicazione di una o più categorie professionali, ma il modo di avanzare le giuste ragioni di un popolo che è stato fin troppo tradito".

E mentre tutta la Sicilia conta i numeri di una protesta senza precedenti - 100.000 aderenti, 120 presìdi attivi fra porti, strade, autostrade e zone industriali, 5 giorni di stop continuato - a Catania, in particolare, è sempre più caos e caccia alle scorte. Ieri, infatti, si sono aggiunti nuovi blocchi: lungo la Statale 385 all'altezza del bivio di Mineo, a Caltagirone e a Vizzini. Sulla Catania- Gela e nei pressi di Castel di Judica. Ancora blocchi nel piazzale antistante il porto, nella zona industriale, nei pressi dello svincolo Paesi Etnei della Tangenziale, ad Acireale lungo la Statale 114 e nei pressi della frazione Trepunti a Giarre. E a Caltagirone hanno sfilato in corte, insieme con gli agricoltori, anche i commercianti, casalinghe e disoccupati. Con loro, anche il vescovo Calogero Peri. Anche il sindaco Pignataro sta appoggiando la protesta.

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Intanto i cittadini si trovano a fare i conti con l'aumento dei disagi. Una provincia "a piedi" a causa del carburante agli sgoccioli nei distributori non riforniti a causa dello sciopero dei tir. E, inoltre, cominciano a scarseggiare i viveri, in particolare, a Catania, cominciano a mancare acqua minerale, pasta e prodotti ortofrutticoli.



 

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