Librino come "Gomorra": sequestro di beni per 4 milioni di euro ai fratelli Nizza

Sequestrati 14 appartamenti elegantemente ristrutturati nel cuore di San Cristoforo, una villa con piscina, una rivendita di auto, numerosi beni mobili e diversi rapporti bancari

All'esterno, muri vecchi con l'intonaco sgretolato. All'interno, suppellettili in oro e mobili in stile Luigi XVI. Volevano imitare in tutto e per tutto i protagonisti di Gomorra, usando a casa loro un arredamento simile a quello visto in tv. I fratelli Andrea, Salvatore e Daniele Nizza, coinvolti in un sequestro di beni per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro, usavano anche questo tipo di comunicazione non verbale per mostrare la loro rilevanza sul territorio.

Case arredate come nel set di Gomorra - Video

"Quando ricevevano in casa propria qualcuno - spiega il direttore della Dia Etnea Renato Panvino - ci tenevano ad evidenziare la loro posizione nella gerarchia mafiosa, con degli interni arredati come un set di Gomorra". Finto camino sempre acceso, statue di porcellana, la tv al plasma incassata in una cornice d'argento e così via. Negli anni la loro posizione si era consolidata al fianco dei Santapaola, cosca di riferimento nell'ambiente mafioso etneo ed in particolare nel quartiere di Librino.

Il monopolio della droga

Si occupavano in particolare di droga ed avevano acquisito il monopolio delle piazze di spaccio nel quartieri di Zia Lisa e San Cristoforo. Andrea Nizza, capo dell'organizzazione, all’inizio del 2017 è stato tratto in arresto dopo una latitanza che durava dal dicembre del 2014 ed era stato inserito nell’elenco dei 100 latitanti più pericolosi del Ministero dell’Interno.

Sequestro milionario

I tre fratelli, insieme ai loro familiari, negli ultimi anni avevano accumulato un tesoretto notevole costituito da case, beni mobili e aziende. Le indagini patrimoniali eseguite dalla Dia di Catania hanno permesso di ricostruire l’evoluzione del patrimonio dei Nizza per oltre dieci anni ed hanno consentito di accertare una notevole sproporzione tra le fonti dichiarate e i beni posseduti, che evidentemente sono stati acquistati con denaro sporco.

Sequestrati 14 appartamenti elegantemente ristrutturati nel cuore di San Cristoforo, una villa con piscina, una rivendita di auto, numerosi beni mobili e diversi rapporti bancari.

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