Protesta del sindacato di Polizia: "Non si può creare un altro hot spot a Mineo"

Il Siap annuncia la possibile nascita di un nuovo centro d'accoglienza immigrati al Cara di Mineo considerato dal sindacato troppo distante dal porto

Arriva l'estate e purtroppo è tempo di nuovi sbarchi. E di emergenza immigrazione. A fronte di un numero sempre maggiore di immigrati in arrivo a Catania il sindacato italiano appartenenti polizia annuncia la nascita di un possibile nuovo hotspot per far fronte ai tantissimi arrivi. Il nascente centro di accoglienza dovrebbe sorgere proprio all'interno del CARA di Mineo. Di fronte a questa notizia i rappresentati della polizia di stato esprimono tutte le loro perplessita. 

"Si dovrebbe trattare di un sito a 50 chilometri di distanza dal porto catanese ,- scrive il segretario Tommaso Vendemmia - che sicuramente creerà problemi di organizzazione inimmaginabili per la polizia etnea, oltretutto perchè sarà competenza del commissariato di Caltagirone che com’è noto è crollato. Il prezzo da pagare sarà salato, ma ci chiediamo: ma non è possibile fare cose normali in questa città e realizzare un hot spot vicino al porto come in tutti gli altri siti italiani? Immaginiamo il trasferimento per accogliere, identificare e assistere 800 profughi appena sbarcati sui pullman e trasferirli a 50 chilometri di distanza, ( per spostare 25 stranieri occorre un pullman e 10 uomini di scorta) ma la struttura davanti al porto perché tenerla vuota? Oppure l’ex mercato ortofrutticolo di San Giuseppe la Rena? Dagli hot spot a mare annunciati dal ministro Alfano a Catania si passa in aperta campagna!".

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Il sindacato preoccupato per le conseguenze di questa scelta ha deciso di inviare una lettera di protesta al Dipartimento della polizia di stato. e al Questore, per la preoccupante situazione che vede già in pochi mesi il CARA di Mineo ripopolato di oltre 4.000 ospiti e che con l’hot spot avrà sicuramente ulteriore carico di persone che prevederà operazioni di scorta e trasferimento lunghe e complesse.

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