Sindaci in corteo: tutti in piazza contro il governo Monti

Inizialmente si sono dati appuntamento nel cortile del Palazzo della Cultura con un'assemblea. A seguire, una lunga marcia verso la Prefettura, per la consegna del documento al Prefetto che si occuperà di recapitarlo al Presidente del Consiglio

Un lungo corteo dei sindaci etnei contro le politiche del governo Monti nei confronti degli Enti Locali. Con la fascia tricolore, sono scesi in piazza rispondendo all'appello del sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli. Con loro, anche i presidenti dei consigli comunali e alcuni rappresentanti delle Giunte.

Inizialmente si sono dati appuntamento nel cortile del Palazzo della Cultura con un’assemblea durante la quale sono stati esposti i 5 punti del documento congiunto “Emergenza comuni Provincia Catania- 5 proposte per salvare le municipalità". A seguire, una lunga marcia verso la Prefettura di Catania, per la consegna del documento al Prefetto che si occuperà di recapitarlo al Presidente del Consiglio Monti.

Nel documento, questi i punti presi in considerazione: condivisione di un percorso certo per la prosecuzione dei contratti di precariato dal 1° gennaio 2013; eliminazione di ogni obbligo consortile relativamente alla gestione della raccolta e dello spazzamento rifiuti e affidamento ai singoli comuni oppure a comuni consorziati su base volontaristica a far data dal 1° gennaio 2013; nuove politiche finanziarie per gli enti locali siciliani: allentamento dei vincoli e richiesta di deroga con l’applicazione del Patto di stabilità regionale; garanzia dei trasferimenti regionali e statali e del loro ammontare, proposizione dei necessari ricorsi a tutela degli enti locali; adesione alla piattaforma proposta dall’Anci Sicilia.

“Considerato che il recepimento delle nostre proposte è determinante ai fini sociali e economici – ha dichiarato il sindaco di Catania Stancanelli – abbiamo ritenuto indispensabile coinvolgere le rappresentanze sindacali, economiche, politiche e sociali per assicurare ai nostri concittadini un livello di vita che si possa definire dignitoso". "Nessuno – ha spiegato Stancanelli – sia a Roma che a Palermo, sembra rendersi conto della ricaduta che può avere la carenza di liquidità nei territori. Proprio per questo, i Comuni della provincia di Catania si sono determinati nel rendere pubblici i motivi alla base delle sofferenze e sostenere con forza la loro realizzazione che verrà ribadita al presidente della Regione nella manifestazione di Palermo voluta dall'Anci il prossimo 7 dicembre”.

Non una protesta contro i Governi nazionale e regionale, precisano i sindaci intervenuti, ma una iniziativa concreta per tutelare i territori. Tra i 58 comuni che hanno preso parte al corteo anche quelli del calatino che lamentano un po' di disinteresse.

“Il peso economico, derivante dal patto di stabilità - spiega il sindaco di Licodia Eubea, Giovanni Verga - e, quindi, dalla discussa spending review, tradotto in cifre per il comune di Licodia Eubea significa tagli di 400.000 euro per il 2013, e di 420.000 euro per il 2014,considerato che il bilancio ammonta a 3milioni e mezzo di euro,e la maggior parte di questo viene utilizzato per pagare i dipendenti comunali. Allo stesso comune di Catania risulta incomprensibile pensare che lo Stato preveda una decurtazione di questo tipo a danno dei piccoli comuni”. “L’ulteriore problema - continua Verga - è che il nostro territorio non offre una rete adeguata di servizi o di industrie e, quindi, il minimo di sostentamento deriva dalla sola attività agricola. Già i cittadini vengono penalizzati per questi motivi,in più si devono ritrovare sulle spalle il peso di tagli di questa entità. Rischiamo, di questo passo, di non poter garantire i servizi di ordinaria amministrazione, ecco perché siamo fortemente decisi a contrastare questa scelta”.

I tagli hanno messo a dura prova anche il comune di San Cono. “Nonostante la situazione abbastanza buona del nostro piccolo centro - aggiunge il sindaco Drago -incombe su di noi la spesa per l’anticipo del 20% del pagamento dei contrattisti, anche se dovrebbero rimborsarci. Ci auguriamo a tal proposito che la Regione e il governo nazionale risolvano il problema della mancata attuazione della legge sul federalismo fiscale,bloccata l’anno scorso. Ed ecco, pertanto, che ci troviamo penalizzati due volte: la prima perché non sono arrivati i trasferimenti che ci spettavano,e la seconda per i nuovi tagli che ci impongono: tra mancati trasferimenti stato-regione e anticipo ai contrattisti verranno a mancarci ben 300.000 euro”.

Prioritaria attenzione per stabilire la condizione lavorativa dei precari, dipendenti pubblici e forestali per il sindaco di San Michele di Ganzaria, dott. Petta. “ Non vogliamo che continui l’agonia per queste categorie professionali che costituiscono la forza del nostro comune. Disponiamo di esigue risorse economiche e, nonostante, la gestione oculata, possiamo definirci un comune virtuoso, visto che anche noi, nel nostro piccolo, adottiamo una politica di contenimento dei costi. Se dovessimo attenerci alle ultime manovre, però, disperderemmo sicuramente tutto quello che abbiamo contribuito a creare. Anche la legge sul federalismo fiscale sarebbe servita a dare maggior respiro a piccoli comuni come i nostri che vorrebbero semplicemente perseguire la costruzione di piccoli progetti e non di opere faraoniche o di chissà quale entità".

In allegato il documento presentato al Prefetto di Catania

lettera dei sindaci-2

 
 

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