Soldi rubati dai ticket all'Asp di Acireale, Confconsumatori parte civile

Confconsumatori si costituirà parte civile. E' stato chiesto di intensificare i controlli

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

L’arresto di due dipendenti dell’ASP di Catania, che presso l’Ospedale di Acireale incassavano le somme versate dagli utenti a titolo di ticket, conferma l’assoluto degrado in cui versa l’erogazione di servizi all’interno del mondo sanitario. I fatti accaduti manifestano, innanzitutto, disprezzonei confronti dell’Asp che avrebbe destinato le somme per servizi ai cittadini, e in secondo luogo nei confronti degli utenti che versavano le somme per i ticket. Ma è anche e soprattutto un disprezzo generalizzato nei confronti dell’intera collettività che, ancora una volta, resta danneggiata da fatti come questi. Ci auguriamo si tratti di un caso isolato, ma è auspicabile a questo punto che si effettui da subito un monitoraggio complessivo per evitare che possano verificarsi altri casi similari. Desta preoccupazione infatti la circostanza che, come emerso dalle indagini, gli autori dei fatti abbiano potuto agire indisturbati dal 2013 al 2018, per bene cinque anni! Confconsumatori si costituirà parte civile nel procedimento penale chiedendo la condanna di coloro che si sono resi responsabili di tali atti che hanno danneggiato e danneggiano direttamente ed indirettamente gli utenti. Questi ultimi infatti hanno diritto ad avere erogati i servizi sanitari secondo standard di qualità ed efficienza.

“Quanto accaduto incrina il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, che devono erogare i servizi pubblici con la massima trasparenza. Per tali motivi è positivo che tali meccanismi siano stati scoperti, denunciati ed accertati. Tuttavia il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni non può fondarsi sulla repressione dei reati ma su un approccio diverso. Assistiamo ogni giorno infatti a tanti episodi che, pur non costituendo reato, incrinano il rapporto di fiducia che i cittadini hanno con il mondo sanitario” – ha dichiarato l’Avv. Carmelo Calì, Presidente di Confconsumatori Sicilia.

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