Pentito: "Mi dissero di aver bastonato Angelo Lombardo, il prossimo era Raffaele"

Dichiarazioni pesanti quelle fatte oggi dal pentito Sturiale durante il processo per reato elettorale nei confronti dei fratelli Lombardo

"Nel 2008 Orazio Santocono mi disse che avevano bastonato Angelo Lombardo perché, dopo che erano stati 'disturbati' per essere aiutati nelle elezioni regionali stavano per venir meno alle promesse elettorali date in cambio, e che se si fosse ripetuta la mancanza di promessa avrebbero provveduto a bastonare anche Raffaele Lombardo". Lo ha affermato il pentito Eugenio Sturiale, ex affiliato alla famiglia Santapaola, transitato nel clan Cappello e infine approdato nella cosca Laudani confermando, parzialmente, davanti al giudice monocratico di Catania una deposizione già agli atti dell'inchiesta «Iblis» su Cosa nostra, affari e politica.

Il collaboratore, deponendo al processo per reato elettorale al governatore Raffaele Lombardo e a suo fratello Angelo, deputato nazionale del Mpa, ha raccontato anche di un incontro avvenuto tra il febbraio e il marzo del 2008 tra lui e Orazio Buda, cugino del boss Orazio Privitera, e Zappalà, autista di Lombardo, seduti a un tavolo del bar di fronte alla segreteria di Lombardo. "Zappalà disse a Buda - ha ricostruito Sturiale - di portare i saluti a Orazio Privitera, che non si sarebbe dimenticato, lui e il presidente Lombardo, di tutti quelli che si erano prodigati nella campagna elettorale per l'elezione di Lombardo alla presidenza della Regione". "Suo cugino - ha aggiunto il pentito - si stava prodigando, smuovendo mari e monti, per fare eleggere presidente Lombardo".

Sturiale ha detto che aveva appreso dell'esistenza in un garage di via Plebiscito a Catania di buste di plastica piene di prodotti alimentari e di buoni carburanti da dividere, e le che le spese le pagava Privitera. Il collaboratore di giustizia ha anche riferito quanto appreso da Santo Cono, luogotenente del capomafia Aldo Ercolano, sull'episodio delle presunte bastonate ad Angelo Lombardo.

"Mi disse: 'ci rumpemu i conna (gli abbiamo rotto le corna, ndr), lo abbiamo gonfiato' e che era stato 'maschio', cioè si era comportato da uomo perché non li aveva denunciati pur avendoli riconosciuti".

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L'episodio è stato al centro di accertamenti svolti da carabinieri del Ros che hanno accertato come Angelo Lombardo sia stato ricoverato nell'ospedale Cannizzaro di Catania nel reparto di terapia intensiva respiratoria dal 26 al 28 maggio del 2008, circa un mese dopo il voto per le Regionali. La diagnosi è stata di riacutizzazione di crisi ipertensiva arteriosa, che gli era stata già diagnostica il 23 febbraio del 2007, ma gli investigatori hanno scoperto che al deputato nazionale del Mpa era stata anche prescritta una radiografia alla spalla destra. Sulla vicenda ci sono state denunce incrociate tra un medico dell'ospedale e i vertici dell'azienda ospedaliera.

I collegi di difesa hanno contestato a Sturiale che nei verbali degli interrogati resi alla Procura non ha fatto cenno all'incontro al bar con Buda e della promessa di promessa di 'bastonare' anche per il governatore Raffaele Lombardo. Il processo è stato aggiornato al prossimo 27 aprile con l'audizione di un sottufficiale dei carabinieri del Ros e del collaboratore di giustizia Cataldo D'Aquino.
 

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