Trasparenza e Merito scrive una lettera al nuovo rettore

Giambattista Scirè ha indirizzato una missiva al nuovo rettore dell'Università di Catania, Francesco Priolo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

"Il nuovo rettore dell'ateneo di Catania, il prof. Priolo, appena eletto, ha parlato di operazione "trasparenza" per ricostruire il rapporto con la società civile e la città che sembra perduto. Noi che di trasparenza e merito facciamo, da tempi non sospetti, le uniche vere ragioni fondanti di una nuova università, una università migliore di quella attuale - quella che noi vogliamo - non possiamo che prendere atto di questa dichiarazione d'intenti, ma permetterci di avanzare un certo scetticismo. Perché? Semplice. Ricordo a tutti che, solo per rimanere nell'ultimo decennio, ogni "benedetto" rettore dell'Università di Catania che è stato eletto ha dichiarato pubblicamente, subito dopo l'elezione, che avrebbe agito in discontinuità con la precedente gestione e che avrebbe avuto come parola d'ordine del suo mandato nientemeno che la trasparenza. Mai termine di recente è stato più inutilmente abusato. Pignataro succeduto a Recca, Basile succeduto a Pignataro. E sappiamo tutti benissimo, in realtà, come sono andate le cose.

A noi di "Trasparenza e Merito" interessano i fatti, non le parole. Quindi - come abbiamo già chiesto pubblicamente durante questa campagna elettorale - la prima azione che Priolo Deve fare è di assumersi la responsabilità di avviare immediatamente un'azione disciplinare (al di là dei risvolti penali), sul piano appunto dell'etica pubblica, nei confronti dei docenti dell'ateneo coinvolti nell'inchiesta "Università bandita". E far costituire l'ateneo come parte civile al processo che inizierà. In seconda battuta Priolo deve risolvere la questione relativa alla mia annosa vicenda - divenuta ormai un simbolo nazionale di mala università negli atenei - annullando una volta per sempre, a seguito della sentenza penale di condanna per abuso di ufficio di quella commissione universitaria (con collusioni dell'intero ateneo), gli atti di quel "maledetto" concorso truccato.

Egli deve avviare a nome dell'ateneo una nuova procedura per il mio contratto da ricercatore (3+2), letteralmente rapinatomi dalle precedenti gestioni di potere, che hanno procurato un danno inestimabile alla mia vita, alla mia carriera (che nulla ha a che vedere con il risibile risarcimento economico), nonché all'immagine stessa dell'Università di Catania. D'altronde il viceministro Fioramonti aveva già convocato l'ex rettore Basile il 3 luglio 2019 ma dati gli eventi dell'inchiesta l'incontro non ha avuto luogo. Si attende una nuova data, dunque. Il nuovo rettore deve, inoltre, modificare il regolamento e dare finalmente attuazione al Piano anti-corruzione Anac reso obbligatorio dal Ministero, e riconfermato il recente 6 agosto, per tutti gli atenei. Avevamo chiesto al MIUR il commissariamento dell'ateneo, sarebbe stata l'unica azione sensata ed efficace, un segnale molto importante contro tutti gli atenei che pilotano i concorsi usando fondi pubblici per fare interessi privati o di parte. Così non è stato. Poco male, adesso si insedierà un nuovo governo e un nuovo ministero. Repetita iuvant, dunque. Infine, pende al tribunale della Giustizia amministrativa un ricorso sulla procedura che ha portato all'elezione del rettore Priolo, ed è chiaro che il nuovo Ministro, per evitare ulteriori guai alla già devastata immagine dell'ateneo catanese, deve attendere l'esito (che si saprà a metà settembre) prima di ratificare il decreto di nomina."

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