Mezzi pubblici: studenti "disperati" per autobus affollati e in ritardo

Secondo molti studenti, la rete di trasporti catanese, urbana ed extraurbana, è inefficiente e inadeguata alle esigenze dei ragazzi che, ogni giorno, si servono degli autobus per raggiungere i luoghi di studio

La Regione, a fronte dei problemi economici legati allo sforamento del patto di stabilità, ha deciso di tagliare il budget annuale per il trasporto pubblico da 222 milioni di euro a soli 177. Decisione che, inevitabilmente, rischia di dimezzare la rete di trasporto urbana ed extraurbana del territorio catanese.

A denunciare la situazione è la Rete degli Studenti Medi Sicilia che prende le difese dei giovani pendolari, in particolare quelli che, dalle province etnee giornalmente raggiungono, con ritardo e fatica, le scuole catanesi.

"Abbiamo denunciato il problema su Facebook, e in poco tempo la notizia è rimbalzata sul web. Migliaia, gli studenti che ci stanno appoggiando - afferma Leandro Bianco, portavoce della Rete degli Studenti Medi SiciliaTanti, forse troppi, i catanesi che ci hanno risposto e ci hanno raccontato le disavventure con il trasporto pubblico locale. Le lamentele degli studenti dimostrano come Catania è uno dei territori che risente maggiormente di questo problema. Stiamo cercando di creare una base della Rete degli Studenti Medi anche nella provincia di Catania - continua Bianco - per affrontare e cercare di risolvere i disagi che, gli studenti vivono sulla propria pelle e che impediscono loro di esercitare il diritto allo studio”.

A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, abbiamo chiesto ai diretti interessati, gli studenti, la situazione del trasporto pubblico catanese e le ripercussioni che questo ha nella loro vita.

“Sono di Misterbianco e, ogni giorni scendo a Catania per studiareafferma Ylenia Ottomano, 19 anniOggi, ad esempio sono passati quattro autobus ma purtroppo erano pienissimi e, di conseguenza non si sono fermati. E’ davvero un disagio arrivare a casa dopo aver aspettato un’ora e mezza il proprio mezzo di trasporto. Gli autobus dovrebbero essere funzionanti e, invece paghiamo abbonamenti e biglietti senza avere il servizio che ci spetta. Ci vogliono più mezzi, in particolare nella fascia oraria, dove i ragazzi entrano ed escono dalle scuole”.

La rete di trasporti catanese, urbana ed extraurbana, sembra essere, quindi, inefficiente e inadeguata alle esigenze dei ragazzi che, ogni giorno, si servono dei mezzi di trasporto per raggiungere i luoghi di studio.

“Una sola parola per descrivere gli autobus ATM di Catania: schifosi dichiara, senza peli sulla lingua, Mariachiara Donzuso, G. Turrisi Colonnala situazione dei mezzi pubblici locali è una vergogna. Personalmente pago 20 euro al mese di tessera, ma per cosa? Aspetto ore e ore sotto il sole rovente, rischio di morire schiacciata dentro l'autobus e, per tutto il tragitto cerco di non toccare nulla perché i mezzi pubblici sono fucine di microbi e virus. Il governo deve capire che siamo delle persone, non degli oggetti”.

E’ riscontrato inoltre, rilevano dalla Rete degli Studenti Medi Sicilia, che i costi dei biglietti non rispecchiano il rapporto minimo qualità-prezzo e, sembrano siano addirittura i più cari del paese. La spesa dell’autobus, in un periodo come questo, diventa un importante dispendio di risorse economiche per le famiglie catanesi già provate finanziariamente dagli esorbitanti costi della scuola.

“A Catania il trasporto pubblico non è dei migliori - dichiara Gabriele Cammisa, liceo Classico Mario Cutelli - Molti autobus sono stati eliminati, mentre altri hanno diminuito le corse. Per esempio, il famoso 258 prima arrivava nel Comune di Sant'Agata Li Battiati ora invece si ferma a Barriera e per raggiungere il Comune bisogna farsela a piedi. Anche l' Ast, l’autobus interurbano che garantisce il trasporto agli studenti che abitano nei paesi limitrofi alla città, sta avendo dei problemi e spesso i mezzi non passano, o passano fuori orario”.

Conseguenza dei tagli del governo, sul trasporto pubblico, è la cancellazione di gran parte delle linee extraurbane dedicate ai pendolari da parte delle aziende di trasporto. Secondo la Rete degli Studenti Medi Sicilia l’Ast, una delle principali aziende dell’isola, non ha più le risorse per sostenere gli elevati costi del carburante e le spese di manutenzione.

"E' sei anni che faccio una vita da cani per colpa degli autobus di Cataniadichiara Maria Grazia, 19 anni Oltre ai perenni ritardi sono costretta a viaggiare in autobus malandati, sporchi e affollatissimi. Anziani, studenti e lavoratori, siamo tutti inscatolati come sardine. Spesso decido di andare a scuola a piedi perché non riesco a salire su un autobus. Inoltre, nonostante finisco le lezioni alle 13.30 arrivo a casa intorno alle 15.30”.




 

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