Treno Caltagirone-Catania, i pendolari: "Un'odissea con orari impossibili e ritardi continui"

Diverse le segnalazioni giunte alla redazione di Catania Today. L'assessore Falcone: "Pressing del governo costante sulle Ferrovie"

"Parlo a nome di tutti i pendolari che ogni giorno subiscono disagi. Mi riferisco alla tratta Caltagirone - Catania. Io sono un lavoratore, insieme a me ci sono altri lavoratori e studenti di Scordia e Militello Val di Catania. Ogni giorno un ritardo: ieri siamo partiti da Caltagirone con 60 minuti di ritardo, altri 30 minuti siamo rimasti fermi alla stazione di Militello Val di Catania. Poi abbiamo percorso pochi km e si è fermato di nuovo in aperta campagna facendo una sosta di altri 5 minuti abbondanti per un totale ritardo di 95 minuti".

Con queste parole, e un video allegato, un nostro lettore ci ha segnalato le condizioni di viaggio sulla tratta, riaperta lo scorso 16 febbraio, inaugurata dal presidente della Regione Nello Musumeci, dall'assessore alla mobilità Marco Falcone e dall'amministratore delegato di RFI Maurizio Gentile.

Con un investimento di circa 11 milioni di euro è stata ripristinata una linea che, sino al maggio 2011 raggiungeva anche Gela. La tratta, attiva da un mese esatto, attraversa diverse cittadine tra cui Grammichele, Vizzini, Licodia Eurba, Militello e Scordia. Un collegamento, quindi, che potrebbe essere sfruttato dai tanti pendolari che fino ad adesso hanno raggiunto il capoluogo etneo (e viceversa) o con mezzi propri o utilizzando i tanti bus disponibili.

Lo scorso 6 marzo, a Caltanissetta, l'assessore regionale Marco Falcone ha incontrato il comitato pendolari siciliani che ha sottoposto all'esponente del governo Musumeci alcune criticità.

"I disagi, i ritardi, i disservizi - spiega Giosué Malaponti, esponente del comitato - ci possono anche stare e può accadere di dover registrare delle attese. I pendolari mettono in conto anche questo. Il vero problema riguarda gli orari attuali che non consentono al cittadino di scegliere il treno su questa tratta. Il primo treno parte da Catania alle ore 5,38, mentre il primo treno che parte da Caltagirone è soltanto alle 8 quindi un orario impossibile per chi lavora o studia. Il pendolare che, quindi, parte da Caltagirone e dalle aree limitrofe sceglierà necessariamente il bus che costa anche meno".

"Durante l'incontro di Caltanissetta - prosegue Malaponti - abbiamo chiesto all'assessore una rimodulazione degli orari esistenti. Se da una parte abbiamo appreso che ci saranno orari diversi, dall'altra abbiamo saputo che i 6 treni attuali al giorno che fanno la Caltagirone - Catania scenderanno a 4, facendo scomparire uno dei pochi treni utili che è quello che parte da Catania alle 5,38. Alla luce di un investimento di 11 milioni ci sembra che non vengano intercettate le esigenze dei pendolari. Inoltre verranno inseriti due treni la domenica che non sono utili per le esigenze dei pendolari".

Le modifiche, agli orari e al numero dei treni, dovrebbe avvenire intorno a metà aprile e il comitato pendolari ha contattato anche i sindaci del calatino per proporre modifiche migliorative specie per gli orari cruciali che coincidono con l'uscita dagli uffici o il termine delle lezioni scolastiche.

Anche Giovanni Russo, esponente dell'associazione ferrovie siciliane, punta i riflettori sugli orari e mezzi da migliorare sulla tratta ma anche "sulla riduzione ed eliminazione dei binari di ricovero a Scordia, Militello, Grammichele che consentivano gli scambi dei treni, determinando di fatto un passo indietro per il servizio in generale".

"Purtroppo - aggiunge Russo - si sono registrati anche episodi di vandalismo sulle nuove tratte appena riaperte con il furto anche delle rotaie".

L'assessore Marco Falcone, tramite i social, tranquillizza tutti e rivendica i risultati portati a casa dal governo regionale: "Vorrei ricordare che la tratta in questione, nel 2017, venne ritenuta da RFI un ramo secco e quindi da chiudere. Il governo prese, invece, l’impegno di riaprire questo collegamento ferroviario e ha mantenuto la promessa! Ora, magari a qualcuno darà fastidio l’eloquenza dei fatti. Pazienza, se ne dovrà fare una ragione! Un mese di tempo ancora. Ad aprile utilizzeremo solo il treno minuetto e faremo adottare orari più consoni per i pendolari".

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  • Le solite cose di cui siamo capaci...

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