Unict, a rischio 14 lavoratori: “Ci butteranno in mezzo ad una strada”

I 14 lavoratori sono stati chiamati dall'ateneo a seguito di un protocollo d'intesa siglato in Prefettura nel 2007. L'accordo prevedeva la loro stabilizzazione alla fine del sussidio di mobilità

Quattordici lavoratori dell'università di Catania rischiano il licenziamento. Sono ex lavoratori della Coem e della Marketing Sud che erano stati assorbiti dall'ateneo nel 2007, dopo un accordo siglato in prefettura.

Quattordici famiglie rischiano di finire in mezzo ad una strada dichiara Antonino Gatto segretario generale UIL RUA- perché l'Università non prende alcuna iniziativa ritenendo il problema della Prefettura”.

LA VICENDA - I lavoratori sono stati chiamati dall'ateneo a seguito di un protocollo d'intesa, con le parti sociali, siglato in Prefettura nel 2007. L’accordo prevedeva, l'impegno dell'Università, a far completare l'orario di lavoro, integrando le somme necessarie e, a individuare le procedure per la loro stabilizzazione alla fine del sussidio di mobilità. Nel documento furono anche indicati, nella legge regionale 24 del 2000 e successive modificazioni, i percorsi normativi praticabili.

Alla fine di ottobre scadono i primi due assegni di mobilità Continua Antonino Gatto - e, né la prefettura né l'Università, nonostante le sollecitazioni delle OO.SS., hanno preso iniziative per dare riscontro all'impegno preso. Resta il fatto che sarebbe possibile procedere alla stabilizzazione dei precari in proporzione a quanto spende, attualmente, l'Università per l'integrazione al sussidio, ovvero il 60 % del loro salario”.

Le sigle sindacali chiedono che l’ università e la prefettura, allo scadere del sussidio di mobilità, attivino, per un primo gruppo di lavoratori, iniziative di stabilizzazione nel rispetto del protocollo d’intesa.

Lavoro all’interno dell’Università da 4 anni – dichiara Rosario Mazza, 50 anni, tecnico di laboratorio nella facoltà d’ ingegneria civile e ambientaleperdere il lavoro per me e la mia famiglia è una tragedia. Ho un mutuo da pagare e due figli in casa. Noi lavoratori non sappiamo cosa aspettarci, l’università ha preso un impegno ufficiale, assicurandoci dopo la mobilità, l’assunzione. Inoltre - continua Mazza -  molti dei miei colleghi sono prossimi al pensionamento e per loro trovare un posto di lavoro a 60 anni è impossibile, rischiano pertanto di perdere la possibilità di andare in pensione con il massimo dei contributi. Ci stanno buttando in mezzo ad una strada”.

Intanto, il rettore dell’Università di Catania, Antonino Recca, ha fissato per venerdì 26 ottobre alle 9.30, un incontro urgente con i segretari regionali e provinciali delle sigle sindacali Flc Cgil, Cisl Università, Uil Rua e Confsal - Federazione Snals Università Cisapuni per discutere dei problemi concernenti i 14 lavoratori che dal 2007 prestano servizio con profitto nell’amministrazione universitaria.

In particolare, si chiederà alla Prefettura di assumere le opportune iniziative per assicurare l’occupazione a tali lavoratori con la piena collaborazione dell’Università.

 

 

 

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