Università, al Teatro Massimo Bellini inaugurato ufficialmente l’anno accademico

Il rettore Priolo: “L’ateneo è degli studenti e ha bisogno di loro per contribuire alla crescita culturale della comunità”

“Per molti anni, il 2020 è stata la linea lontana di un orizzonte, che indicava il termine degli obiettivi da raggiungere. Oggi il 2020 è il presente, ma è anche il punto di inizio di una nuova via aperta verso il futuro, da percorrere insieme”. Le ultime parole del discorso del rettore  Francesco Priolo  hanno scandito il momento solenne della dichiarazione di apertura del nuovo anno accademico, il 585esimo dalla fondazione.


Sul palco del Teatro Massimo Bellini, dove questa sera si è tenuta la cerimonia ribattezzata in chiave social #Unict2020, il rettore è salito insieme al direttore generale del Cern Fabiola Gianotti, ospite di prestigio della cerimonia, e a un folto gruppo di studenti, tutti con la felpa ‘brandizzata’, per concludere in maniera inusuale il tradizionale rituale accademico, intervallato da alcuni ‘classici’ tratti da colonne sonore cinematografiche eseguiti dal Bellini Ensemble: “Abbiamo infranto qualche regola del nostro antico cerimoniale – ha premesso Priolo -, ma questo è l’inizio di un nuovo corso e io ci tenevo che fosse chiaro che questo ateneo è degli studenti e ha bisogno di loro”.

Così come simbolica e assolutamente non casuale è stata la scelta della location: “È il segno dell’apertura dell’intera comunità accademica al territorio e di vicinanza al Teatro Massimo Bellini, così come a tutti i centri culturali che in questa parte di Meridione versano in condizioni di difficoltà".


Tra le autorità presenti in platea il presidente della Regione Nello Musumeci, l’arcivescovo Salvatore Gristina, il sindaco di Catania Salvo Pogliese, gli assessori Roberto Lagalla, Ruggero Razza e Antonio Scavone, i parlamentari nazionali e regionali etnei, rappresentanti della magistratura, delle forze armate e delle forze dell’ordine, il sovrintendente del Teatro Massimo Giovanni Cultrera, il presidente dell’Inaf Nicolò D’Amico, il presidente del Cnr Massimo Inguscio, i rettori Salvatore Cuzzocrea (Messina), Santo Marcello Zimbone (Reggio Calabria), Giovambattista De Sarro (Catanzaro), Giovanni Puglisi (Kore di Enna), il direttore della Sissa di Trieste Stefano Ruffo, i prorettori Fabio Mazzola (Palermo), Renato Misiani (La Sapienza), Antonino Pulvirenti (Lumsa), Roberto Furesi (Sassari).


Subito dopo le prime file, però, il ‘sold out’ di studenti e studentesse, in rappresentanza dei dipartimenti, “a dimostrazione di quanto tutte e tutti noi teniamo a loro e ci adoperiamo ogni giorno per facilitare e migliorare il loro percorso di crescita: un vero colpo d’occhio, e un’emozione immensa, vederli entrare in teatro con le loro felpe, simbolo di appartenenza all’Università di Catania”, ha sottolineato il rettore che ha poi introdotto la Gianotti, tra i protagonisti della scoperta del bosone di Higgs.

Il rettore è poi tornato sulle recenti indagini giudiziarie che hanno investito l’ateneo: “Attendiamo che i lavori della magistratura facciano definitivamente luce su ciò che è stato, adesso però chiediamo che i toni si abbassino e che si mostri solidarietà verso una comunità che ha avuto il coraggio di dare inizio a una profonda riflessione, scegliendo di ripartire in vista della valutazione fissata dal Ministero per il prossimo novembre, attraverso concrete iniziative di trasparenza e nuove regole e criteri che possano prevenire le storture insite nel sistema nazionale di reclutamento: è giusto che chi ci osserva dall’esterno comprenda che le chiamate universitarie rappresentano una scelta necessaria per garantire ai nostri studenti e alle nostre studentesse l’offerta formativa che meritano”.  

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Il professore Priolo ha poi citato alcune delle numerose azioni che sono state già intraprese dall’atto del suo insediamento, a settembre scorso. “Nuovi bandi per ricercatori a tempo determinato, la stabilizzazione di 140 unità di personale precario, gli investimenti per la ricerca dipartimentale aumentati di oltre il 50% rispetto agli ultimi anni, convenzioni con gli Enti di Ricerca nazionali, l’avvio di nuove partnership con le imprese finalizzate alla fondazione di veri e propri Joint Research Center, 15 milioni di euro investiti per riammodernare tutte le aule dell’Ateneo, compresa Caserma Abela, la sede della Struttura didattica decentrata di Siracusa, 500 mila euro destinati a 1000 premi di merito per gli studenti di tutti i corsi di laurea. Infine, i fondi aggiuntivi dedicati alla mobilità internazionale, che si affiancano alle risorse del programma Erasmus”.

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