Zona industriale, Torre allegra: lavori di rimozione e smaltimento rifiuti pericolosi

I lavori di smaltimento dei rifiuti – oli e resine - affidati dall'Irsap ad una ditta specializzata che sta procedendo alla caratterizzazione dei rifiuti per valutarne la pericolosità e il conseguente o smaltimento per un importo complessivo di 11 mila euro

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

Saranno rimossi a breve i rifiuti ritenuti pericolosi e nocivi abbandonati nel blocco Torre Allegra, nell’area industriale di Catania. L’Irsap di Catania ha affidato i lavori di rimozione e smaltimento dei rifiuti pericolosi segnalati dal Corpo Forestale dello Stato, in stato di abbandono nella zona industriale di Catania, ritenuti pericolosi e nocivi per l’ambiente, e per i quali il Procuratore della Repubblica aveva autorizzato e disposto con urgenza il sequestro e la rimozione urgente. L’ufficio periferico Irsap di Catania, per le sue competenze, è ricorso alla procedura di affidamento diretto dei lavori di rimozione e bonifica dell’area per procedere alle operazioni di sgombero concordate con l’ARPA per competenza territoriale. I lavori di smaltimento sono stati affidati alla ditta Riciclando SRL, di Misterbianco per un importo complessivo di € 11.224,00 iva compresa sul capitolo 442 del bilancio dell’IRSAP. Il Responsabile unico del procedimento provvederà alla liquidazione della somma alla ditta Riciclando SRL, previa presentazione di regolare fattura e a seguito delle verifiche dei requisiti di legge. La ditta che si occuperà dello smaltimento si è già attivata per presentare registri e stabilire la caratterizzazione e tipologia rifiuti, e quindi le modalità di smaltimento degli stessi. Per completare le procedure saranno necessari una ventina di giorni, fra la predisposizione della documentazione e le analisi chimiche per stabilire la natura nociva dei rifiuti in base alla tipologia: si tratterebbe - secondo una prima stima - di mille chili di oli derivati da lavorazioni meccaniche, che qualcuno ha abbandonato su quell’area per evitare le costose spese di smaltimento arrecando un danno ambientale notevole. Rilevata anche presenza di resine varie.

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