Accademia Gioenia, premiati i giovani ricercatori Consoli e Ruffino

Anche quest'anno, consegna dei premi di studio banditi dall'Accademia Gioenia a favore di giovani ricercatori. Premiati Maria Letizia Consoli e Francesco Ruffino

Anche quest’anno, nell’aula magna dell’Università di Catania, si è ripetuta la consegna dei premi di studio banditi dall’Accademia Gioenia a favore di giovani ricercatori che hanno conseguito il titolo di dottore di ricerca in un Ateneo siciliano.

La serata si è svolta con il contributo dell’Università di Catania, dell’Assessorato ai Beni culturali e Pubblica Istruzione della Regione Sicilia e della Provincia Regionale di Catania. Ad introdurre i lavori, è stato il prorettore dell’Università Maria Luisa Carnazza, la quale ha sottolineato il prestigio dell’Accademia Gioenia all’interno del mondo culturale catanese e la vicinanza che, da sempre, le dimostra l’Ateneo, ospitandola nelle sue sedi. La Carnazza si è soffermata anche sulla necessità di sostenere la ricerca scientifica, soprattutto, quella realizzata dai giovani che, nel Meridione, si è dimostrata storicamente produttiva di talenti.

In questo senso, l’Accademia Gioenia ha una lunga tradizione alle spalle, iniziata nel 1824 per volontà di alcuni luminari della città, fra i quali il grande naturalista Giuseppe Gioeni D’Angiò. La storia di questa longeva istituzione è stata ripercorsa dal suo presidente Angelo Messina, che ne ha lodato la longevità a dispetto di molte altre realtà culturali ben presto esauritesi.

“Lo scopo principale dell’Accademia -  ha spiegato Messina – è contribuire al progresso della scienza in Sicilia, attraendo le migliori intelligenze presenti sul campo”. “Purtroppo – ha proseguito – gli studi umanistici sono di gran lunga preferiti dai nostri ragazzi, mentre la ricerca scientifica avrebbe bisogno di un bacino d’utenza assai più ampio. Per questo stiamo cercando di diffondere l’amore per queste discipline già a partire dagli istituti superiori”.

Come nelle precedenti edizioni, il livello dei giovani studiosi candidati a ricevere il premio è stato eccellente. Ad avere la meglio sono stati la catanese Maria Letizia Consoli e il siracusano Francesco Ruffino. La prima ha realizzato una tesi di dottorato sull’oncoproteina Brc-Abl, responsabile della leucemia mieloide acuta; il secondo si è occupato delle nanostrutture metalliche e delle loro applicazioni. Nonostante la difficoltà degli argomenti, entrambi sono riusciti con chiarezza ad esporre brevemente ai presenti il contenuto delle loro ricerche, che hanno già ricevuto lusinghieri apprezzamenti.

Scorrendo il curriculum di questi ragazzi, colpisce il gran numero di esperienze e riconoscimenti che hanno accumulato in così pochi anni. Entrambi hanno già all’attivo decine di pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali; hanno partecipato a prestigiosi congressi e a corsi di aggiornamento di altissimo livello e sono attualmente impegnati in impegnative ricerche. Il più giovane dei due – Francesco Ruffino, appena 31 anni – per ben due volte ha ricevuto il premio “Miglior giovane scienziato”, conferito dall’European Material Research Society; collabora inoltre con enti di ricerca afferenti al CNR. Il nostro augurio è che delle menti così brillanti non siano costrette – come spesso accade – a trasferirsi all’estero, alimentando la cosiddetta “fuga di cervelli”. Fuga da un’Italia che prima impiega risorse per formarli e poi permette che investano altrove le loro conoscenze.  
 

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