L'Università in piena polemica: tra buco in bilancio e sedi tagliate

Un'ispezione amministrativo-contabile condotta dal ragioniere generale dello Stato su indicazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze, ha rilevato irregolari residui attivi e passivi

Università degli Studi di Catania

Ancora non tornano i conti per l'Università di Catania. Un'ispezione amministrativo-contabile condotta dal ragioniere generale dello Stato su indicazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha rilevato nelle scritture contabili irregolari residui attivi e passivi risalenti a esercizi finanziari remoti.

I conti non tornano anche per quanto riguarda la contabilità relativa alla gestione dei fondi per l’edilizia, tenuta manualmente, con un notevole ritardo della presentazione dei singoli conti consuntivi da parte dei centri autonomi di spesa all’amministrazione centrale con ripercursioni negative sulla predisposizione del conto consuntivo consolidato. Infine, la verifica amministrativo-contabile voluta dal ministero dell’Economia e delle Finanze, ha fatto emergere anche un'altra situazione: “l’illegittimità dell’articolo 11 bis, comma 4, del ‘regolamento per l’assunzione a tempo indeterminato di personale da inquadrare nella qualifica dirigenziale e per il conferimento di incarichi dirigenziali a tempo determinato’ laddove consente l’attribuzione al direttore amministrativo della qualifica dirigenziale di prima fascia”. Si fa riferimento alla legittimità della qualifica dirigenziale di prima fascia dell’attuale direttore amministrativo Lucio Maggio.

Se dal punto di vista economico, l'Università di Catania ha suscitato molte polemiche, non sono mancate anche dal punto di vista organizzativo. La questione che non viene digerita riguarda la chiusura dei corsi di Agraria e Giurisprudenza a Ragusa. I capigruppo consiliari alla Provincia, infatti, riunitisi in seduta straordinaria, hanno chiesto un incontro urgente al rettore dell'Università di Catania, Antonino Recca. "Una decisione – spiega una nota ufficiale dell'ente di viale del Fante – scaturita dal mancato avvio del quarto polo universitario e dai gravissimi disagi che stanno producendo gli effetti della convenzione stipulata nel giugno 2010 ". L'intento dei capigruppo consiliari è quello di riattivare un urgente ed indifferibile confronto, entro e non oltre il 25 agosto, con il rettore Recca, teso a rivedere la convenzione, per un graduale trasferimento dei due corsi di laurea. La richiesta è stata sottoscritta dal presidente del consiglio Giovanni Occhipinti e dai capigruppo Vincenzo Pitino, Giovanni Iacono, Giuseppe Colandonio, Enzo Pelligra, Pietro Barreram Bartiolo Ficili, Fabio Nicosia e Marco Di Martino.

Il rettore Antonino Recca, dal canto suo, non accetta tale situazione e invita alla calma, per non screditare l’intera comunità accademica davanti al resto d’Italia. 
 
In merito al buco di bilancio, Recca dichiara: “Non esiste nessun buco di bilancio e chi fa circolare una tale notizia, anche sui giornali nazionali, si deve assumere la responsabilità di un messaggio assolutamente falso. La situazione che sta vivendo l’Ateneo è legata al decentramento e ai debiti di una Facoltà in particolare, situazione che stiamo sempre più sanando. Man mano che si chiudono cause e transazioni e abbiamo la certezza dei fondi inesigibili, infatti, stiamo cancellando i residui attivi e passivi”. 
 
Per quanto riguarda, invece, la supposizione di illegittimità della nomina dirgenziale di prima fascia del direttore amministrativo Lucio Maggio, Recca definisce il tutto “ridicolo”, invitando a leggere la risposta ufficiale al Ministero in cui si legge: “l’art 11 bis, comma 4 del regolamento, nel fissare i requisiti soggettivi, si limita a prevedere la possibilità di affidare incarichi dirigenziali di prima fascia anche a coloro che abbiano svolto l’incarico di direttore amministrativo press l’ateneo di Catania per almeno un anno”.

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