Archeologia rupestre nel territorio di Castiglione di Sicilia

Domenica 17 dicembre nella sede del Parco Fluviale dell’Alcantara, una conferenza sul tema tenuta da Maria Teresa Magro, funzionaria Sovrintendenza Beni Culturali Catania

La produzione di vino nella Valle dell’Alcantara e ai piedi dell’Etna affonda le radici nella notte dei tempi. Di archeologia rupestre e di impianti di produzione vinicola nella Valle Alcantara si parlerà domenica 17 dicembre alle 17.30 a Castiglione di Sicilia (nei locali del Parco Fluviale dell’Alcantara) durante la conferenza dal titolo “Archeologia rupestre nel territorio di Castiglione di Sicilia” organizzata dalla Pro Loco Castiglione e tenuta dalla dottoressa Maria Teresa Magro, funzionaria della Sovrintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Catania e direttrice scientifica del Museo Archeologico Vagliasindi di Randazzo.

"Abbiamo voluto - spiega la presidente della Pro Loco Cinzia Giannetto –affidare proprio a questo evento che parla degli esordi antichissimi della produzione del vino nella nostra Valle, l’avvio delle tante attività che intendiamo realizzare per la promozione del nostro borgo e di questo territorio che ha così tanto da offrire in termini di storia, cultura ed enogastronomia".

Durante l’incontro, moderato dalla professoressa Maria Lilia Papa (Archeoclub Castiglione di Sicilia) e introdotto da Giuseppe Tizzone (Pro Loco), e con gli interventi del geologo Salvatore Patanè (presidente dell’Apa San Francesco) e dell’architetto Giuseppe Damino, la dottoressa Magro presenterà i risultati di uno studio di strutture produttive presenti nella valle.

"Il vino dell'Etna – spiega Maria Teresa Magro - era conosciuto in età romana per l'ottima qualità della produzione ma è probabile che l'attività avvenisse già in periodo protostorico. Il rilevamento dei cosiddetti “palmenti” nella valle dell'Alcantara nei siti interessati alla presenza di sepolture scavate nella roccia potrebbe essere rilevante per fissarne la cronologia. Inoltre, le raffigurazioni legate al simposio presenti nei vasi di corredo tombale provenienti dagli scavi di Santa Anastasia di Randazzo e la numerosa presenza di vasi utilizzati nei banchetti, ben si adatta al discorso sulla produzione del vino e il suo utilizzo nella valle dell'Alcantara in età antica".

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