Etnafest presenta la rassegna cinematografica dell'Unità d'Italia

Dal 22 al 31 agosto, all'interno del calendario Etnafest, prende il via alle Ciminiere di Catania la rassegna cinematografica dedicata all'Unità d'Italia

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Dal 22 al 31 agosto, all'interno del calendario Etnafest, prende il via alle Ciminiere di Catania la rassegna cinematografica dedicata all'Unità d'Italia, ed in particolare all'italiano di ieri e di oggi. Con 10 film, rigorosamente made in Italy, l'edizione 2011 di Etnafest della Provincia regionale di Catania ha voluto rendere omaggio, oltre all'unità d'Italia anche a se stessa, nata pure il 1861.

10 film per raccontare gli italiani del passato e del presente,  non necessariamente i più visti o famosi. La rassegna è idealmente suddivisa in due parti: i primi sei film, da lunedì 22 agosto con Allonsanfan, a sabato 27 agosto con Noi credevamo, raccontano e mostrano le esaltanti vicende del nostro Risorgimento, partendo addirittura dalla straordinaria, ma effimera esperienza della Repubblica Napoletana nel 1799 sino al trionfo del trasformismo con Crispi, magnificamente interpretato da un grande Luca Zingaretti nei panni del politico siciliano nel film di Martone.

Le due perle assolute della rassegna sono il classico Senso di Visconti, che testimonia la crisi di una società (la vecchia, aristocratica) che agisce a fianco e dentro la Storia, senza però riuscire a incidere e parteciparvi e 1860, capolavoro di Blasetti, film risalente al 1934 e considerato tra gli antesignani e anticipatori di quel genere, il neo-realismo, che ha rappresentato l'età d'oro del cinema italiano qualche lustro più tardi.

La seconda parte inizia con Basilicata coast to coast, domenica 28 agosto. Certamente il passaggio dal melodramma di Visconti, esaltato dalle musiche di Verdi, alla piccola band di provincia lucana è molto forte...eppure, nella scelta dei quattro non più giovanissimi amici lucani c'è, forse, la metafora dell'intera rassegna: la loro incredibile decisione di percorrere a piedi, in dieci giorni (come quelli di questa rassegna) i cento km che separano le due coste della piccola regione meridionale, rappresenta l'ideale viaggio di riflessione e ricerca che l'intero popolo italiano dovrebbe, se non ora, quando? decidersi a fare, per capire e chiedersi “da dove veniamo e dove andiamo”, cercando, come i quattro musicisti, nel loro cammino, di ritrovare un Senso, forse perduto.

Come da copione, le comiche finali. Negli ultimi tre giorni della rassegna, infatti, si ride, anche se talvolta con amarezza, dei nostri più triti luoghi comuni geo-antro-psico-linguistici (Benvenuti al sud, Che bella giornata) e della deriva “qualunquistica” che potrebbe incombere a fronte di una disarmante e invadente marcia trionfale di volgarità, ignoranza, malaffare, clientelismo e “quant'altro” come sembra volerci avvertire un Antonio Albanese, apparentemente al di sopra delle righe, ma, forse, al di sotto di una sempre più stupefacente realtà italiana.
 

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