Edoardo Bennato in concerto: "L'Italia di Pinocchio è ancora viva"

Oltre due ore di musica tra i successi di sempre, i nuovi lavori, fino al nuovo singolo che ha chiuso il concerto, “Ho fatto un selfie”

A oltre quarant'anni dalla pubblicazione di “Burattino senza fili”, le suggestioni dell'Italia “Collodiana” tornano alla ribalta: Grilli parlanti, burattinai e naturalmente il “Gatto e la volpe”, sono figure che descrivono la realtà politica italiana degli ultimi tempi.

La scena è dinamica, multicolore e dominata dal cantastorie del rock and roll italiano. Edoardo Bennato apre il concerto da solo con il set strumentale che è diventato ormai iconografico: dodici corde, cassa a pedale, kazoo e armonica. Lo spettacolo all'Anfiteatro di Zafferana Etnea, organizzato da Giuseppe Rapisarda Mangement, è stato l'unico evento siciliano del tour estivo del cantautore napoletano: pubblico composto e intergenerazionale che più di una volta non si è trattenuto dal saltare al ritmo dello “scuoti e rotola” targato Bennato.

Si parte con Abbi Dubbi e Sono solo canzonette e subito dopo si unisce il resto della band: Giuseppe Scarpato (chitarre), Raffaele Lopez (tastiere), Gennaro Porcelli (chitarre), Arduino Lopez (basso), Roberto Perrone (batteria). Musicisti d'eccezione che hanno sostenuto un live di alti livelli, con atmosfere, durante i “solo” d'intermezzo, vicine alle sonorità di Carlos Santana e Pink Floyd. Il riff di basso e chitarra arrangiato per “Mangiafuoco” è un vero e prorpio “muro di suono” che rievoca il tema di “Who do you love” di Bo Diddley, una progressione incalzante sulla quale Bennato tratteggia, cantando, il burattinaio più famoso della letteratura, e grazie a lui della musica.

Sulle note di “Pronti a salpare” arrivano anche gli spunti di riflessione sulla drammatica realtà delle migrazioni che attraversano il mediterraneo come non poteva mancare un intero capitolo musicale dedicato alle radici del cantautore napoletano: “A Napoli 55 è 'a musica”, il blues che racconta come il numero civico di casa sua in via Campi Flegrei nel quartiere di Bagnoli sia diventato nel tempo il suo portafortuna: una “smorfia” che è riuscita a coniugare la ricchezza del patrimonio culturale partenopeo con gli standard e i canoni della tradizione rock-blues d'oltreoceano. Il “Rinnegato” in verità, non ha “rotto tutti i ponti col passato”: la storia familiare, gli anni dell'università, i primi anni di gavetta rincorrendo i discografici di Milano, sono motivi che ritornano durante tutta l'esibizione. “Vendo Bagnoli”, canzone storica dell'album “Abbi Dubbi”, racconta la dismissione dell'Italsider e la mancata riqualificazione dell'area, cosi come “Sotto viale Augusto che ce sta?” parla della linea ferroviaria sotterranea pensata per i mondiali del '90 a Napoli e rimasta incompiuta.

Oltre due ore di musica tra i successi di sempre, i nuovi lavori, fino ad arrivare al nuovo singolo che ha chiuso la scaletta, “Ho fatto un selfie”, pezzo dedicato, con lo stile ironico e dissacrante che da sempre contraddistingue Edoardo Bennato, alla manìa o “smania” di protagonismo che ha definitivamente assalito gli italiani in possesso di uno smartphone.

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