Giornata della memoria all'Accademia delle Belle Arti

Mostra di artefatti comunicativi progettati dagli studenti del biennio di Design della comunicazione visiva dell’Accademia di Belle Arti di Catania a cura di Gianni Latino. Nel giugno 1960 viene pubblicato dalla Feltrinelli nella collana «Universale Economica» 312/UE la prima edizione del libro Pensaci, uomo! a cura di Piero Caleffi (1901–1978) e Albe Steiner (1913–1974) riedito nel gennaio 2012. Per Albe e Lica Steiner le immagini riprodotte in questa pubblicazione erano materiali preziosi, da non disperdere, perché, “un giorno”, scomparsi i testimoni, qualcuno certamente tenterà di negare la storia.

Documentare e comunicare. La premessa scritta da Caleffi è destinata a quanti, indifferenti, increduli, “apolitici”, egoisti, ignorano che altri cinque milioni di persone soltanto perché nate da una determinata stirpe, quella ebraica, furono distrutte nei modi più efferati nei campi di sterminio. Il libro è destinato a quanti non sanno e non credono che la libertà degli individui dei popoli, e quindi la solidarietà umana, sono le uniche garanti contro la sopraffazione, contro la crudeltà, contro la violenza; e indulgono ancora oggi ai miti che hanno fatto scatenare la più grande strage della storia.

Da questa lettura, composta da capitoli brevi: L’istituzione dei campi di sterminio, Il lavoro forzato, La camera a gas, La distruzione della personalità, I “musulmani”, L’ultimo tributo, La pianificazione della strage, Montagne di morti, Il processo Hoess, Ecco perché ricordiamo, La “giovane belva” e Il fascismo matrice del nazismo correlato da un repertorio fotografico impaginato magnificamente da Albe Steiner, fotografie in bianco e nero di forte impatto emotivo, riprese dalle armate alleate al loro arrivo nei campi e dai documenti reperiti negli archivi delle SS naziste. Gli studenti del primo anno del Biennio di Design della comunicazione visiva, progettano artefatti comunicativi —dei poster 70x100 cm—, rappresentati visivamente con immagini e testi.

Trentatré manifesti in mostra a testimoniare una memoria frammentata, non vissuta, progettati in chiave contemporanea con ricerca narrativa, ricordi e testimonianze a distanza di settantaquattro anni. Giovani studenti, giovani grafici, che guardano al passato —Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo— scriveva Primo Levi (1919–1987) nel suo libro Se questo è un uomo, pubblicato nel 1947 da una piccola casa editrice torinese, la Francesco De Silva, diretta all’epoca da Franco Antonicelli.

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