Università: numero chiuso, cosa cambia per l'anno accademico 2019-2020

Il decreto del Miur sta per apportare delle modifiche al 'numero chiuso' per l'anno accademico 2019-2020: ecco le principali novità

Tra le novità previsto dal decreto del Miur alla firma del Ministro Bussetti riguardante l'anno accademico 2019-2020 molte riguardano il 'numero chiuso'.

Si passerà, per quanto riguarda l'università di Medicina, dai 10.000 posti del 2018-2019 a 12.000 posto del 2019-2020.

Nelle prove d'ingresso a medicina,  odontoiatria, veterinaria, architettura e professioni sanitarie si dimezza il numero di quesiti di logica - da 20 a 10 -, mentre aumenta il peso della cultura generale, con i quesiti che passano da 2 a 12 e tratteranno le seguenti materie: storia, letteratura italiana e straniera, attualità ed educazione civica. In totale i quesiti saranno 60: dove i restanti 30 sono suddivisi per medicina tra i 18 di biologia, 12 di chimica, 8 di fisica e matematica.

E' nella facoltà degli atenei poter attivare corsi per la preparazione ai test di medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria, medicina veterinaria e architetuttura.

Le prove si svolgeranno nella prima metà di settembre: il 3 medicina e odontoiatria; il 4 veterinaria; il 5 architettura; l’11 per le professioni sanitarie; il 12 per medicina e odontoiatria in inglese. 25 ottobre per i candidati alle magistrali delle professioni sanitarie. 

Altre facoltà - Test psicoattitudinale

Verrà offerta agli studenti la possibilità, al momento dell'iscrizione, attraverso il portale www.universitaly.it la chance di sottoporsi ad un test psico-attitudinale per autovalutare le proprie competenze. Si dovrà rispondere a 72 domande che riguarderanno la personalità, l'orientamento accademico e professionale di ogni ragazzo. Ci saranno anche 60 quesiti a risposta multipla presi dalle prove degli anni precedenti ed un video dimostrativo delle professioni collegate ai corsi di laurea in questione. 

Numero chiuso - Le finalità 

Prendendo in considerazione l'anno accademico 2018-2019, 70 atenei su 92 presentano una sorta di filtro in entrata. 1.736 corsi di primo e secondo livello su un’offerta complessiva di 4.560. Il numero chiuso è quindi la regola per il 38% delle lauree ed appare in costante crescita. 

Si ritiene però che in questo modo si possano commisurare le immatricolazioni agli spazi ed al personale e si possa ridurre il tasso di abbandono tra gli studenti del primo e del secondo anno ed evitare che la voglia tutta italiana di aumentare il numero di laureati (penultimo posto nell'Unione Europea) sia ancora più faticosa. 

Ad ogni modo le “fughe”sono scese dal 15,2 del 2010/11 al 12,1% del 2016/17 per le triennali, dal 7,7 al 5,9% per le magistrali e dal 9,4 al 7,3% per quelle a ciclo unico. 

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