365 di Pogliese a Palazzo degli Elefanti, il sindaco: "Mai messa polvere sotto il tappeto"

Il primo cittadino ha illustrato, nel corso di un lungo intervento, la relazione sul suo primo scorcio di amministrazione tra dissesto e progetti

Ha impiegato quasi lo stesso minutaggio di una partita di calcio per illustrare la relazione sul primo anno di mandato al consiglio comunale ed è rimasto sino alla fine della seduta, riservando anche qualche stoccata più "politica" all'opposizione.

Così ieri il sindaco Salvo Pogliese si è confrontato con il civico consesso portando in dote una relazione di 76 pagine e 84 minuti di intervento scanditi dalle varie tappe vissute in questi primi 365 giorni alla guida della città. Rispetto al predecessore Pogliese non si sottrae al confronto in aula e - come alcuni consiglieri di maggioranza hanno ricordato - Bianco aveva portato in aula soltanto dopo il quarto anno una relazione sui risultati raggiunti, proprio a seguito delle sollecitazioni dell'allora opposizione.

Il dissesto

La relazione del sindaco, chiamata "Catania 2030", non poteva non partire, dopo una introduzione di circa sette pagine, dal dissesto finanziario decretato dai magistrati contabili a maggio dello scorso anno.

"Abbiamo raccolto ogni nostra energia - ha detto Pogliese - per non farci sopraffare dal peso di un miliardo e 581 milioni di debiti del passato con una cassa completamente svuotata, senza neppure la possibilità di potere pagare gli stipendi puntualmente, come avremmo voluto e come è giusto che fosse".

Sulla situazione finanziaria il sindaco ha rivendicato di aver parlato "il linguaggio della verità, senza nascondere la polvere sotto il tappeto". Poi ha ricordato le difficoltà nell'affrontare il dissesto, portando anche l'esempio di Comuni che - nelle stesse condizioni di quello etneo - hanno visto il blocco dei trasporti locali, dei servizi sociali e tanti altri gravi disagi.

Più volte, nel corso del suo lungo intervento, Pogliese - ripercorrendo i molti viaggi romani e gli incontri con i deputati regionali e nazionali - ha ringraziato per la sensibilità la Lega e il Movimento Cinque Stelle. Infatti il più grande risultato ottenuto è proprio il "Salva Catania", una misura chiesta a gran voce dall'amministrazione che ha potuto contare sul pressing diplomatico dei tanti esponenti etnei del governo gialloverde.

"Con la legge 58 del 28 giugno scorso - ha spiegato - siamo riusciti a ottenere i richiami normativi che attendevamo. Una vittoria per Catania, un successo che non ha precedenti per la quantità e l'ambizione degli interventi di sostegno". Il sindaco ha quindi proseguito dicendo che "non bisogna mollare la presa sul risanamento, proseguendo sulla strada delle rinunce e dei tagli". Infatti si sta lavorando sul bilancio stabilmente riequilibrato che dovrà basarsi su entrate certe.

I risultati

Dopo aver lungamente affrontato il capitolo dissesto Pogliese ha detto che "sono stati tolti gli ormeggi a una nave incagliata", partendo dal dato dello scorso Natale che ha visto la partecipazione e la contribuzione spontanea di commercianti ed imprenditori per far sì che ci potessero essere festeggiamenti all'altezza ed eventi, nonostante il Comune fosse con le casse quasi al verde.

Poi il sindaco ha parlato di sicurezza e di un finanziamento del Ministero dell'Interno per 237 telecamere di sorveglianza per un importo di 1,2 milioni di euro, del piano regolatore, dell'utilizzo rimodulato dei fondi del Patto per Catania, dei risultati lusinghieri della tassa di soggiorno, grazie anche agli accordi con Airbnb.

Poi Pogliese ha ricordato l'emozione del finanziamento di 358 milioni di fondi Ue per la metro Stesicoro - Aeroporto che "qualche freddo burocrate di Bruxelles voleva cancellare". Ha anche ringraziato tutti i suoi assessori per il lavoro svolto, tra cui Giuseppe Lombardo che ha affrontato il pentolone ribollente dei servizi sociali che si sono fermati, nonostante le casse vuote, solo per pochissimi giorni e malgrado tutto sono stati garantiti i servizi essenziali.

Il primo cittadino ha affrontato anche il percorso di razionalizzazione delle partecipate, l'impiantistica sportiva con il recupero dei progetti di riqualificazione di alcune strutture - come la piscina di Nesima, il campo Paolone e il campo da hockey Dusmet.

Tasto dolente i rifiuti. Seppur Pogliese abbia rivendicato nella sua relazione un passaggio della differenziata dal 6 al 12% rimane tanto da fare per la situazione in città. Il sindaco rimanda alla nuova gara che sarà suddivisa in quattro lotti e che prevede un porta a porta spinto in tutta la città.

"Gli atti della nuova gara settennale, proprio nei giorni scorsi, sono stati inviati all'Urega che è l'ufficio competente per l'espletamento della gara e a breve ci sarà la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale europea per esperire la procedura di scelta dei contraenti dei lotti, su scala internazionale", ha precisato.

Infine Pogliese ha parlato della nuova concenzione del decentramento, con l'introduzione dei "municipi", delle strutture scolastiche, della smart city e della digitalizzazione di alcuni servizi.

Le reazioni

Per replicare al sindaco hanno preso la parola alcuni consiglieri. Tra questi Graziano Bonaccorsi del Movimento Cinque Stelle che ha evidenziato i problemi di rifiuti e soprattuto di erogazione idrica che attanagliano la città.

Anche Giuseppe Gelsomino di Catania 2.0 ha attaccato l'amministrazione: "Alcune cose scritte nella relazione mi hanno fatto ridere, altre mi hanno fatto saltare dalla sedia. Ad esempio il presidente della Sidra dovrebbe fare un passo indietro perché i catanesi non hanno l'acqua in casa".

Unanimi le lamentele dei consiglieri per non aver ricevuto in anticipo la relazione del sindaco. Anche Salvo Di Salvo di #insiemesipuò ha preso la parola: "L'amministrazione non ha una idea di città. La relazione contiene dati generici ed è un copia e incolla delle relazioni della vecchia amministrazione. C'è una città invasa da microdiscariche, al buio in tanti quartieri".

Dall'opposizione altre critiche sono arrivate da Adorno (5 Stelle) che ha ricordato i "bagni d'oro del Comune di Catania" e che suggerisce un titolo diverso per la relazione: "Catania 2030, odissea nello spazio". Anche Bottino "Con Bianco per Catania" è intervenuto con diverse critiche specie sulla situazione della raccolta rifiuti e delle scerbature.

Lo scontro

Intorno alle 23,30 quando restavano alcuni interventi dei consiglieri di maggioranza si è accesa la miccia che ha fatto detonare una seduta tutto sommato tranquilla. Il consigliere Gelsomino ha chiesto, sostenuto da Di Salvo, la verifica del numero legale. Molti consiglieri, sia di maggioranza sia di opposizione, avevano abbandonato l'aula e conti alla mano non ci sarebbero stati i numeri per proseguire la seduta che sarebbe stata rimandata per consentire agli altri esponenti consiliari di parlare.

Dure le reazioni di Luca Sangiorgio che ha parlato di uno "sgarbo istituzionale fatto per non far parlare i consiglieri e che comporterà un aggravio dei costi per i cittadini" e di Manfredi Zammataro che ha puntato il dito contro "un giochino da azzeccagarbugli che fa spendere soldi ai catanesi, prolungando inultimente una seduta: una brutta pagina per la storia del consiglio".

Dopo alcune tensioni, però, Gelsomino ritira la sua proposta e il dibattito prosegue con l'intervento del consigliere Sebastiano Anastasi.

Pogliese replica

E' mezzanotte e quaranta quando il sindaco, per le repliche prende la parola: "Mi spiace non ci siano i consiglieri di opposizione, sono stato educato al rispetto dell'aula da consigliere di opposizione. Quando lo ero ascoltavo l'intervento dell'allora sindaco, Enzo Bianco".

Proprio Bianco non è mai stato citato da Pogliese e, anche nella seduta di ieri, non era presente in aula. Poi il primo cittadino ha replicato a Salvo Di Salvo: "E' surreale che il consigliere esterni critiche al sottoscritto perchè la relazione è arrivata 20 minuti prima dell'inizio del mio intervento. Non è un atto deliberativo, stiamo parlando della relazione annuale del sindaco. Che poi lo dica Di Salvo fa ridere: quando era assessore la relazione annuale l'ha presentata 4 anni dopo solo perché c'è stata una raccolta firme che l'ha imposto al sindaco di allora che guardacaso non è presente oggi".

"Ai suoi tempi l'amministrazione comunale ha presentato 23 pagine di relazione quadriennale, noi ne abbiamo utilizzate 76 e abbiamo esternato i risultati con grande onestà intellettuale, non ci siamo venduti per nostre iniziativedi altre amministrazioni".

Poi la stoccata politica: "Di Salvo parla di coerenza: non ricordo quanti partiti abbia cambiato nel suo percorso.
Prima mi aveva preannunziato suo passaggio imminente alla Lega, poi si è convertito sulla via di Damasco
aderendo a Forza Italia e sostenendo un candidato che non credo che abbia dimostrato grande attenzione ai problemi della nostra città. Prima si inauguravano i semafori con la banda musicale a Librino, adesso non è così".

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