Regione, scintille tra il presidente Musumeci e il deputato Sammartino

Il governatore ha accusato l'esponente di Italia Viva di voler utilizzare il voto segreto e ha lanciato strali contro il renziano. Tante le reazioni indignate dell'opposizione

Scontro durissimo all'Ars tra due esponenti politici catanesi. Da una parte il presidente della Regione Nello Musumeci e dall'altro il deputato di Italia Viva, mister 32mila preferenze, Luca Sammartino. Un'aspra invettiva del presidente, dopo la richiesta del voto segreto su un emendamento all'articolo 3 della finanziaria che assegna risorse allo sport e al Turismo, ha poi causato la sospensione dei lavori.

"La sua richiesta non fa onore né a lei né a questo parlamento - ha tuonato Musumeci prendendo la parola -. In un momento in cui tutta la comunità siciliana si aspetta chiarezza, lei nel voto alla legga di stabilità chiede il voto segreto. Si vergogni. E per protesta lascio l'Aula. Mi auguro che di lei e di quelli come lei si possa preso occupare ben altro Palazzo", ha detto il governatore.

Parole durissime che hanno fatto riferimento anche all'indagine che ha recentemente investito Sammartino che riguarda le elezioni regionali del 2017 e le politiche del 2018: il renziano è al momento indagato per corruzione elettorale. Il presidente della Regione già tempo aveva chiesto l'abolizione del voto segreto all'Ars, affermando anche che non avrebbe più partecipato alle sedute d'Aula fin quando il regolamento che disciplina il voto segreto non fosse stato modificato.

Non ha tardato a replicare Italia Viva con il coordinatore nazionale Rosato e i parlamentari Faraone e Sudano: "L'intervento di oggi del presidente Musumeci in Aula dimostra lo squadrismo fascista. Ha offeso il parlamento siciliano arrivando pure a minacciare ed insultare il deputato Luca Sammartino, reo di aver presentato un emendamento a lui non gradito. Il governatore non si permetta di minare la libertà, l'onorabilità e le prerogative di tutti i parlamentari, specialmente di quelli dell'opposizione".

"Le prerogative di un parlamentare non possono essere fermate dalle minacce di un presidente della Regione - aggiungono  -Quello che è accaduto oggi è di una gravità istituzionale inaudita e nessuna scusa potrà bastare a Musumeci. Abbiamo scoperto di che pasta è fatto, puzza di dittatura. Davvero oggi si è scritta una pagina nera ed indegna per la democrazia".

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Sullo scontro e sulle accuse rivolte a Sammartino da Musumeci è intervenuto anche il leader di Italia Viva, Matteo Renzi: "Una gravissima intimidazione nei confronti di un parlamentare di opposizione che offende le istituzioni e riporta a tempi bui del passato. Musumeci si scusi ma freni anche la sua deriva dittatoriale. Massima solidarietà, la mia personale e quella di Italia Viva, a Luca Sammartino, insultato e minacciato in un luogo che dovrebbe essere di democrazia e dibattito politico".

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