Elezioni sindaco, Enzo Bianco: "Ecco perchè ho deciso di ritornare"

Un mix di passato, presente e futuro nelle parole del candidato del Partito Democratico, che ha svelato come il suo rapporto con la città non si è mai concluso, nemmeno negli anni successivi al precedente mandato

Sarà l'unico candidato del Partito Democratico alle prossime elezioni ammnistrative. Enzo Bianco, dopo aver ottenuto ufficialmente l'appoggio dalla lista del governatore Crocetta, il "Megafono", invoca il sostegno della città svelando come il suo rapporto con Catania non sia mai svanito del tutto.

Nel 1999, ha scelto di lasciare Catania per ricoprire la carica di Ministro degli Interni e, adesso, ha deciso di tornare al servizio di Catania. Perché?

"Non potendo criticarmi per come ho fatto il sindaco, i miei detrattori dimenticano che ero ben oltre la metà del mio secondo mandato, non rinnovabile.  Tra l’altro non sono andato via a fare una "cosetta"  ma il ministro dell’Interno e ho sempre avuto un occhio di riguardo per Catania come testimoniano i finanziamenti stanziati per la sicurezza della città. E che purtroppo le amministrazioni comunali successive non seppero sfruttare adeguatamente. Poi, per tutta la durata del mio impegno politico, ho sempre servito Catania. E se fosse arrivato un sindaco in continuità con la mia idea di città, oggi Catania non sarebbe in queste condizioni. Altro che il “risanamento” di Stancanelli … ".

Questione Primarie: la “querelle” interna può aver indebolito l’immagine del partito democratico? Giusto rinunciare a questo strumento politico?

"Personalmente non ho mai detto che si dovesse rinunciare. All’interno del Pd c’è stata una indicazione netta per la ricerca di una candidatura forte e su questa linea si sono espressi anche altri partiti del centrosinistra e soprattutto migliaia di catanesi, ben più di quanti hanno partecipato alle primarie, con le loro firme. Il problema è di capire se vogliamo vincere o partecipare".

Teme di più la coalizione di centro destra o l’ “uragano” 5 stelle?

"Rispetto tutti ma io mi sento candidato della città. Una delle mie maggiori soddisfazioni è stata sempre quella di aver avuto riconosciuto anche da chi non mi aveva votato il fatto di esser stato il sindaco di tutti, di aver amministrato la città con senso di giustizia. Mi colpì molto una signora che aveva una casa abusiva nell’Oasi del Simeto che mi strinse la mano e mi disse: “voterò per lei stavolta, anche se mi ha fatto abbattere la casa, perché lo ha fatto per giustizia”. Ecco, io sono orgoglioso di essere stato votato da persone così: gente semplice, ma che comprende l’importanza di essere cittadini".

Per vincere queste elezioni crede che il centro sinistra debba marciare tutto unito?

"Da sempre si dice che uniti si vince… Ma non basta. Ancora di più serve che i cittadini che non sono contenti della Catania di oggi, si rimbocchino le maniche e mi diano una mano a fare risvegliare Catania".

I quartieri della città sono sempre al centro dei riflettori in periodo di campagna elettorale. Come andare a valorizzarli concretamente?

"Hanno sempre detto che l’unica cosa fatta dal sottoscritto è stato mettere a Catania quattro fiori. Per questo pubblicammo qualche anno fa un libretto che si intitolava “I fiori di Bianco”. Cifre alla mano,  mai nessuna amministrazione ha  fatto per i quartieri popolari quanto la nostra. Solo per quanto riguarda lo sport furono realizzati il PalaNitta di Librino e il PalaGalermo di San Giovanni Galermo, il Campo scuola di Picanello, il plesso  Piscine-Cittadella dello Sport di Nesima,  il Campo di hockey di Villaggio Dusmet e i campi sportivi comunali da Monte Po, a Barriera, a Librino. E poi sorsero diciassette nuove scuole, furono ristrutturati completamente otto edifici scolastici e create trenta bambinopoli,  in maggioranza nei quartieri popolari. Ancora fu realizzata la metanizzazione di Librino, San Giorgio, Zia Lisa, Villaggio Santa Maria Goretti, Pigno, Catania ovest e Catania nordovest. E poi furono riqualificati Plaia, Trappeto sud e Pigno. Un centinaio di chilometri di strade furono realizzate nei quartieri popolari, vi venne portata l’illuminazione pubblica, le piazze divennero finalmente vivibili. Insomma, chiamiamoli "quattro fiori"…

Tema mobilità: soluzione Brt è quella giusta?

"La situazione mi sembra sia ben più complessa. Potremmo dire in una battuta che si tratta di un’ idea giusta realizzata male".

Cosa si sente di dire a coloro i quali sostengono che un ritorno al passato, visto il momento politico, non sia la giusta soluzione per la città?

"Ma quale ritorno al passato. Io sto lavorando a una nuova Catania, che affronti le sfide di questo nostro tempo. Certo la competenza non si improvvisa e così il prestigio e l’autorevolezza. Ma io voglio una squadra di giovani combattivi e vivaci. Mi confronto continuamente con ragazzi che  vengono a parlarmi della Catania che sognano. E poi, ricordiamoci, non c’è futuro senza memoria. La memoria di un’altra Catania che può tornare".

Per concludere... si stava meglio quando c'era Bianco?

"Questo chiedetelo ai catanesi che hanno vissuto le mie amministrazioni. Ai giovani che misero uno striscione che mi commosse quando i partiti mi vollero cacciare dal Palazzo. Diceva: “Vogliamo una città tricolore: Rosso, Azzurro e Bianco”. Uno di questi ragazzi, ho scoperto in questi giorni, era Giuseppe Castiglia, che tutti conoscete".

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