Congresso Pd, Cesare Damiano: "Ci guida senso di lealtà, non di fedeltà al capo"

Niente simboli a Misterbianco e Paternò per le elezioni amministrative di giugno e le primarie del 30 aprile alle porte. Ecco come si organizza una parte del partito

La mozione Orlando ha ottenuto a Catania una delle percentuali più alte in Italia, il 39 per cento. Questa mattina si sono riuniti per fare il punto della situazione gli esponenti nazionali, regionali e cittadini che sostengono il ministro Andrea Orlando alla segreteria del Partito Democratico. Il PD di Catania è un partito che ha vissuto grandi ingressi negli ultimi anni, il riferimento è alla pattuglia di Articolo 4 che è traghettata all'interno delle fila democratiche. Nomi pesanti di onorevoli che hanno collezionato migliaia di preferenze, tanto da far temere ai democratici della prima ora una scalata all'interno del partito. 

I sintomi della scalata ci sono stati tutti e si sono manifestati anche nella corsa al tesseramento di qualche settimana fa quando i gazebo sono stati presi d'assalto e le tessere sono prima finite e poi il tessaramento è stato sospeso. A testimoniare la lotta intestina all'interno del Partito Democratico anche il fatto che nei comuni più grossi al voto della provincia di Catania non sarà presentata alcuna lista col simbolo di partito, almeno fino adesso. Si attenderà l'esito delle primarie del 30 aprile quando tesserati e non potranno scegliere il candidato che dovrà guidare il partito. Visioni diametralmente opposte quelle tra i sostenitori di Renzi e Orlando.

Un partito che sembra litigare con se stesso come se una parte fosse al governo e l'altra all'opposizione. Proprio su questa osservazione l'ex ministro Cesare Damiano, coordinatore nazionale della mozione Orlando, dichiara a Cataniatoday: "all'interno del Partito Democratico mi guida il senso della leatà, non quello della fedeltà al capo. Il mio dissenso radicale nei confronti di Renzi è noto. Noi abbiamo visioni alternative, noi cerchiamo di scrivere un'altra pagina, noi combattiamo dentro al partito". Per Angelo Villari il partito deve andare verso: "l'eliminazione delle diseguaglianze e dare a tutti pari opportunità".  Per Giuseppe Beretta deputato alla Camera: "il segretario deve tornare a fare il segretario e curare l'unità del partito, abbiamo assistito in questi anni allo smebramento che ha portato anche alla scissione di alcuni esponenti. Andrea Orlando - continua Beretta - è la persona più adatta a svolgere questo ruolo perché c'è una domanda inevasa di  pulizia e rigore". 

Dello stesso parere l'on. Luisa Albanella: "il segretario deve prendersi cura del partito e la parola d'ordine può essere una sola, ridurre le distanze". Per la deputata regionale Concetta Raia queste primarie danno una grande opportunità per indirizzare il Partito Democratico verso politiche diverse. "Veniamo - dice la Raia - dalla vittoria del no al referendum costituazionale che hanno spaccato il paese e il partito, questo appuntamento deve servirci per ricucire, ripartire e recuperare pezzi della società". 

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