Don Sturzo, oggi il centenario del Ppi: "Suo messaggio vero antidoto al populismo"

Per ricordare il fondatore del Ppi, il calatino Luigi Sturzo, CataniaToday ha intervistato Antonio Di Giovanni, docente dell'Università di Catania e vice-presidente della fondazione Sturzo

Cade oggi il centenario della fondazione del Partito Popolare Italiano di Don Sturzo, il soggetto politico considerato vero precursore della Democrazia Cristina. A celebrarne il ricordo, con una serie di eventi e tavole tematiche, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, alcuni ministri e tutti i principali esponenti ancora in vita della cosiddetta 'Balena Bianca'. Per ricordare il suo fondatore, il calatino Luigi Sturzo, CataniaToday ha intervistato Antonio Di Giovanni, docente dell'Università di Catania di Dialogo interculturale e Storia della cultura americana, e vice-presidente della fondazione Sturzo. La realtà che, tutt'oggi difende e propaganda le opere, la vita ed il patrimonio Don Sturzo, presieduta da Giancarlo Magnano San Lio, attuale Pro Rettore dell'Università di Catania.

La fondazione, che al suo interno contiene anche l'Istituto Sturzo (ente di formazione e aggiornamento per assistenti sociali, nonché una delle sette scuole del servizio sociale accreditato con la Regione Sicilia), si occupa anche di conservare i documenti che fanno parte dell'archivio e della biblioteca Sturzo a Caltagirone. Insieme al 'gotha' della ex Dc, Di Giovanni si trova oggi a Roma per una serie di celebrazioni iniziate ieri con la commemorazione del centenario dell'appello "ai liberi e forti", momento fondativo del PPI. Anniversario che, contemporaneamete, cade nel settantesimo anno dalla morte di Don Sturzo, la cui messa in suffraggio è stata celebrata ai Santi Apostoli.

Professore, qual è l'attualità del messaggio di Don Sturzo oggi in Italia, cos'è rimasto di vivo?

"Direi moltissimo. Se leggiamo l'appello ai 'liberi e forti' non possiamo notare una vivacità ed un'attualità impressione. Purtroppo dobbiamo dire che la Storia ha dato ragione a Don Sturzo, in termini di previsione, ma torto in termini di classe dirigente capace realmente di portare avanti quel programma di disarmo, pacificazione, federalismo autentico, libertà dei mari e del commercio, che Sturzo ed il Partito Popolare portavano avanti in quegli anni.  Il popolarismo di Don Sturzo, se vogliamo attualizzare il discorso, è l'unico vero antidoto al populismo, cioè ad una politica urlata, fatta di barriere, di rivendicazioni crescenti: quell'appello è un programma di metodo e di serietà contro la cialtroneria e il dilettantismo che invece oggi vanno per la maggiore".

"Facciamo un altro paragone: la battaglia cardine di Sturzo era quella della laicità della politica. Un discorso innovativo e dirompente, soprattutto perché proveniva da un sacerdote della Chiesa cattolica. Lui diceva, sostanzialmente che le chiese nella politica non ci vogliono, che la politica deve essere aconfessionale. Mi sembra però che oggi, se osserviamo il Movimento Cinque Stelle e la piattaforma Rosseau ci troviamo davanti proprio a quei dogmatismi che Sturzo combatteva. La battaglia per una politica laica e autonoma dalle gerarchie ecclesiastiche, lontana dagli organismi di partito, è necessaria oggi come allora".

Don Sturzo è stato anche un importante amministratore di Caltagirone e di Catania. Pensa che sia rimasto qualcosa dei suoi insegnamenti nell'attuale classe dirigente locale?

"Sturzo fu consigliere provinciale catanese, e fu prosindaco di Caltagirone negli anni a cavallo tra l'Ottocento ed il Novecento (non potendo svolgere direttamente cariche pubbliche a causa del non expedit), e divenne anche presidente dell'Anci. A Catania e nel territorio catanese, la sua attività amministrativa credo venga ricordata con forza da tutti: le sue erano battaglie che venivano dal popolo, per la corrente elettrica, per l'acqua corrente. Sturzo era uno che studiava ma che era sulla stessa linea d'onda del suo elettorato, per questo era amato e venerato da tantissimi conterranei. Sulla attuale classe politica dico soltanto: ad averceli mille Sturzo oggi, persone che entrano nel merito delle questioni, che si sintonizzano con i bisogni della gente!".

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