Elezioni, Sammartino Presidente della Regione? Sudano smentisce: "Fantapolitica"

In Sicilia, come sempre, il voto dei 'moderati' cambierà gli equilibri politici. Nel PD qualcuno afferma che Luca Sammartino stia pensando ad una candidatura europea, in vista però di un progetto ben più 'siciliano'. Ma la senatrice Valeria Sudano ride e smentisce: "Noi abbiamo già dato"

A Catania, in questi giorni, corre voce di una riunione 'super-segreta', avvenuta giovedì scorso, che avrebbe portato sotto lo stesso tetto amministratori locali, vertici delle istituzioni, dirigenti medici e professionisti di ogni ramo. Il dominus dell'incontro, Luca Sammartino, forte del suo ein plein di voti alle scorse regionali siciliane, secondo alcuni, avrebbe avuto un annuncio importante da fare ai suoi: i tempi sono stretti, lo scenario politico totalmente in trasformazione e, mentre si attende che a Roma venga decretata la 'morte' ufficiale del Partito Democratico, è tempo per pensare in 'grande', guardare alle europee. Ma - da lì - lanciare anche le basi per una sua candidatura come governatore della Regione.

Una ricostruzione da 'spy story' che, nonostante le conferme da più parti, è stata totalmente smentita dalla senatrice Valeria Sudano, co-fondatrice di Articolo4 insieme a Sammartino e riferimento renziano all'interno dei dem. Ma facciamo un passo indietro.

La prima tappa di questa missione, stando alla prima ipotesi, sarebbe dovuta essere l'elezione alla segreteria regionale del PD del renziano di ferro Davide Faraone. Vicinissimo a Sammartino, in un rapporto di forza ormai totalmente mutato, l'ex sottosegretario alla Cultura è oggi sponsorizzato dalla coppia Sudano-Sammartino. In secondo luogo, anche se il contenitore politico cambierà in vista di una possibile scissione, il 18 gennaio il progetto 'Sammartino' pare che sarà ufficializzato durante una convention nazionale dedicata alla figura di Don Sturzo. Una data simbolica, che ci riporta indietro nel tempo al 1919, quando il padre costituente diede vita al suo Partito Popolare Italiano, vero e proprio precursore della Democrazia Cristiana.

Come i suoi illustri predecessori, anche il giovane Sammartino conosce bene l'importanza del voto moderato, soprattuto in Sicilia. A Catania, tra l'altro, quel 33% di preferenze raccolte a novembre, permettono oggi al deputato regionale di muoversi in posizione dominante, soprattutto all'interno di un centro-sinistra ormai alla canna del gas. Un inizio di campagna che si prevede 'scoppiettante', per l'ex deputato regionale - eletto con l'Udc nel 2012, appoggiando la candidatura di Rosario Crocetta - che, in poco tempo, ha 'divorato' il PD catanese, assumendo la leadership tra le diverse aree e le segreterie. Una 'corsa', quella per l'europarlamento, a cui - sempre stando a questa fotografia - dvorebbe far seguito l'inizio di un'opposizione battagliera al governo Musumeci, dopo questi primi mesi di oculato silenzio. 

Intervistata dalla nostra redazione, la senatrice Sudano conferma il sostegno a Faraone ma demolisce sia l'ipotesi europea che, ancor di più, quella della candidatura di Sammartino alla Presidenza della Regione. "Corrono tante voci attualmente su di noi - spiega Sudano a CataniaToday - ma io e Luca abbiamo già dato. Attualmente siamo concentrati sul congresso regionale del PD, dove appoggeremo apertamente Davide Faraone e, solo dopo, faremo un ragionamento per portare tutti insieme una candidatura unitaria". Per quanto riguarda la riunione Sudano conferma: "Sì è vero ci siamo visti a Catania la scorsa settimana, ma abbiamo parlato della situazione politica nazionale e del congresso regionale, smentisco categoricamente ogni ipotesi regionale"."Non ci siamo completamente - afferma, ridendo, l'ex deputata regionale - stiamo parlando assolutamente di fantapolitica, anche perché oggi la situazione è talmente dinamica che è impossibile fare un progetto di questo tipo".

"Certamente - spiega ancora Sudano parlando della loro posizione interna al PD nazionale - la nostra battaglia nel partito è culturale, non potremmo mai appoggiare un candidato come Nicola Zingaretti, ma qualcuno più vicino alle nostre posizioni. Mi augurerei che si faccia avanti l'ipotesi di Renzi, per me non si sarebbe neanche dovuto dimettere il 4 marzo. Lui attualmente è l'unico capace di tenere insieme mondi diversi e, se c'è una battaglia da fare, sarebbe più giusto farla in questa direzione. Mi rendo conto però che non è una scelta semplice e, infine, non so se l'ex premier sceglierà in tal senso".

Il legame con Renzi, del resto, è stato certificato - sin dall'ingresso tra le file dei democratici - dal supporto a Davide Faraone. "Noi siamo sempre stati vicini a Davide, è sempre stato lui il riferimento massimo dei renziani e subito abbiamo legato". Sulla situazione catanese, in fine, la senatrice definisce "incompresibile" quanto sta accadendo in questi giorni all'interno della segreteria provinciale. "Avevamo raggiunto un accordo con l'area della CGIL, ci era stata proposta una rosa di nomi e avevamo dato il nostro benestare su Pippo Glorioso - illustra in fine - ma l'indomani questa decisione è stata impugnata da loro stessi ed oggi stiamo ancora assistendo ad una guerra tra gruppi che - chiosa - sicuramente non fa bene al Partito e non viene assolutamente capita dai nostri concittadini". 

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