Aspettando le elezioni, Stancanelli racconta la sua pesante "eredità"

Un mandato poco semplice da affrontare tra buchi di bilancio passati e fitti passivi. E, aspettando le prossime elezioni che lo vedranno ancora protagonista, fa il punto della situazione sulla sua gestione passata, presente e futura

Ha ereditato una "gestione" pesante della città. Un mandato poco semplice da affrontare tra buchi di bilancio passati e fitti passivi. Ha scelto la sua città, lasciando così libero l'incarico a palazzo Madama. E, aspettando le Amministrative che lo vedranno ancora protagonista, fa il punto della situazione sulla sua gestione passata, presente e futura.

Sindaco Stancanelli, quando lei assunse la guida della città, il comune era sull’orlo del dissesto. Ora il peggio sembra passato.

"Al momento dell’insediamento, ho trovato una situazione disastrosa. Subito ho inviato una lettera al presidente Berlusconi descrivendo lo stato di Catania, una città sull’orlo del fallimento, al buio, invasa dall’immondizia, con il 90% delle strade dissestate. Ogni giorno scioperi di netturbini e lavoratori dei servizi sociali. Insomma, una città allo sbando che a poco a poco abbiamo ripreso. Nel giro di alcuni mesi abbiamo recuperato un po’ di credibilità, mettendo anche in campo serie politiche di revisione della spesa, e una lotta forte all’evasione fiscale".

Tra gli impegni della sua gestione, c'è il piano regolatore.  A che punto siamo?

"Ricordo a tutti che il piano regolatore vigente fu approvato dal consiglio comunale nel 1964. Quando mi sono insediato non esisteva neanche l’Ufficio piano. Noi, invece, abbiamo iniziato a lavorare con i tecnici interni e la collaborazione dell’Università e, nel mese di agosto del 2012, abbiamo trasmesso il progetto al consiglio comunale, che potrà discuterlo già dalla prossima settimana. Mi auguro che questa consiliatura si chiuda con uno strumento importantissimo per la città, che potrebbe fare ripartire l’edilizia e regalare nuovo verde e nuovi servizi".

Come procede il risanamento di corso dei Martiri, su cui la sua amministrazione sta puntando molto?

"Anche questa, come per il piano regolatore, è una vicenda che risale a quasi sessant’anni fa. Una vicenda che ha visto il comune di Catania sborsare negli anni miliardi di lire in favore dei proprietari delle aree, per garantire il risarcimento dei danni. Abbiamo fatto una transazione nel novembre 2011, di fronte al presidente del Tar di Catania, in cui i privati hanno rinunciato anche ai 160 milioni di danni che avevano chiesto. Abbiamo approvato il progetto dell’architetto Cucinella – di fama internazionale – e finalmente dal mese di febbraio le famiglie che per anni avevano vissuto lì si stanno spostando. A fine marzo lo sgombero dovrebbe essere completato e l’area sarà pronta per iniziare i lavori. Per circa quattro anni saranno impiegati più di 3000 addetti e, quindi, ci sarà anche un impatto positivo sulla città a livello lavorativo".

Chi ha a cuore il centro storico catanese, teme fortemente per il progetto di raddoppio ferroviario della tratta Zurria-Acquicella. L’amministrazione ha proposto un progetto alternativo.

"Garantisco che, finchè sarò sindaco di Catania, questo sopruso delle Ferrovie dello Stato non sarà possibile. Tra l’altro, proprio l’approvazione del piano regolatore ci darebbe maggiore forza per far valere la nostra proposta alternativa, che avrebbe grandi benefici. Ho anche inviato una lettera al presidente della Regione Crocetta perché intervenga a tutela di Catania".

Il Bus Rapid Transit (BRT), che dovrebbe migliorare la mobilità catanese, ha suscitato parecchie proteste. Come state raccogliendo le sollecitazioni e i suggerimenti dei cittadini?

"Io ho improntato l’attività della mia amministrazione all’ascolto dei cittadini, a partire da quel grande evento che furono gli Stati generali di Catania. Attraverso questa interlocuzione abbiamo prodotto degli atti amministrativi, tra cui il piano urbano del traffico. Ne fa parte anche il BRT, che permetterà di mettere in collegamento i parcheggi scambiatori presenti a Catania (diventati negli anni oasi di sporcizia e malaffare) con il centro città attraverso dei bus rapidi, come avviene nelle maggiori città d’Italia e d’Europa. Si tratta di bus con percorso agevolato: il primo parte dal parcheggio dei Due obelischi e in quindici minuti porterà fino a piazza Stesicoro. Nel giro di dieci giorni inizierà il percorso vero e proprio: con un solo euro si potrà parcheggiare e prendere il bus. È chiaro che quando si fanno cose nuove ci sono sempre critiche e miglioramenti da fare. Ricordo però che anche la pedonalizzazione di piazza Duomo e piazza Università suscitò molte lamentele, ma oggi tutti sono contenti e nessuno rinunzierebbe all’isola pedonale. Così sarà anche per il BRT".

Uno sguardo alle periferie di Catania: cosa sta facendo la sua amministrazione per valorizzarle?

"L’ultimo decreto approvato è stato il piano città: 74 milioni di interventi - di cui 13 assegnati a Catania - per costruire alloggi, e cinque milioni per la spina verde di Librino, un grandissimo parco urbano. Stiamo investendo in prospettiva su Librino e sui quartieri periferici perché riteniamo che quella sarà la nuova città, e non possiamo lasciarla come periferia abbandonata. C’è grande lavoro da fare e stiamo proseguendo".

In questo periodo di forte crisi economica, il ruolo dei servizi sociali comunali risulta strategico. Qual è la situazione a Catania?

"Nonostante i notevolissimi tagli, sia nazionali che regionali, siamo riusciti a cristallizzare  e razionalizzare gli interventi. Non ci sono più soluzioni “a pioggia” che si sommano l’una all’altra, ma interventi singoli e mirati. A poco a poco stiamo riuscendo a soddisfare le varie esigenze, anche se ovviamente i soldi per i servizi sociali, specie in un momento come questo, non possono essere mai sufficienti".

Sindaco, per concludere: lei ha già annunciato che si ricandiderà alla guida della città, avendo rinunciato ad un seggio in Senato nelle scorse elezioni. Cosa si sente di dire ai suoi concittadini che fra poco più di due mesi andranno alle urne?

"Io dirò ai miei concittadini: 'Se ritenete che il lavoro fatto in questi cinque anni, un lavoro rigoroso, trasparente, di ripresa, senza inganni e falsi proclami, sia stato buono, e ritenete che debba continuare, allora io sono il candidato ideale aldilà delle appartenenze politiche'. I catanesi ricorderanno che mi fu chiesto di candidarmi 36 ore prima che scadesse il termine per la presentazione delle liste, perché nessuno allora voleva farlo. Ora invece tanti vogliono candidarsi. Beh, vuol dire che in questi cinque anni ho lavorato bene".

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