L'ex senatrice Bertorotta (M5S) assolta: "Sempre creduto nella giustizia"

L'esponente del Movimento era accusata di tentata concussione e ha scelto di non ricandidarsi. Catania Today l'ha intervistata

E' finita con una assoluzione la vicenda giudiziaria dell'ex senatrice Ornella Bertorotta del Movimento Cinque Stelle. L'assoluzione perché il fatto non sussiste arriva al termine di un lungo iter iniziato quando la deputata era a palazzo Madama. L'accusa era di tentata concussione e ha preso le mosse dalla denuncia di un titolare di un centro d'accoglienza nel catanese che aveva accusato la senatrice di pressioni per far ottenere un lavoro a una attivista del Movimento.

Centro d'accoglienza che era stato oggetto di una visita ispettiva della senatrice Bertorotta e sul quale aveva anche posto una interrogazione su alcune presunte irregolarità. La sentenza di assoluzione è stata pronunciata dal gup di Catania Luigi Barone e l'inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto di Catania Sebastiano Ardita e dal sostituto Fabio Regolo. L'esponente pentastellata, dopo la notizia della vicenda penale, aveva fatto un passo indietro e aveva rinunciato alla ricandidatura al senato. Adesso su Facebook ha annunciato l'esito del procedimento e ha ringraziato tutti coloro i quali le sono stati accanto.

"Finalmente è arriva la conclusione di questa vicenda - spiega a Catania Today Ornella Bertorotta - ed ero certa che la conclusione della vicenda sarebbe stata questa".

- Rifarebbe tutto quello che ha fatto, compreso il passo indietro?

"Sì, rifarei tutto. Rifarei esattamente quello che ho fatto da senatrice e da cittadina. Se una persona viene macchiata anche da un dubbio, e se c'è l'ipotesi che possa aver approfittato della funzione politica per un tornaconto, allora è giusto chiarire quel dubbio e fare un passo indietro".

- Adesso tornerà in prima linea nel Movimento?

"Per non penso alla politica e alle candidature. Le europarlamentarie già ci sono state e non ci sono scadenze elettorali a breve. Io sono sempre stata un'attivista e non ho smesso di esserlo. Ho tantissimi amici e ho sempre partecipato alle riunioni, alle attività dei gruppi e agli eventi e ho messo a disposizione la mia esperienza maturata in parlamento".

- Qualcuno dei vertici del Movimento l'ha chiamata oggi?

"Ancora no. Ho fatto un post su facebook e ho ricevuto tantissimi messaggi e ancora non ho avuto il tempo di leggerli tutti. So che qualcuno mi ha pensato anche con un post e spero in giornata di riuscire a rispondere a tutti".

- Il Movimento si contraddistingue per essere una forza "giustizialista". Dopo questa vicenda ha smussato qualche considerazione sul tema?

"Era la prima volta che mi succedeva di trovarmi in un tribunale, ma ho trovato grande serietà da tutte le parti. L'edificio dove si è celebrato il processo era fatiscente. Ho visto, però, che tutti hanno dimostrato rigore e serietà: il sistema funziona e non ne ho mai dubitato. Spesso l'informazione enfatizza con dei titoli altisonanti dei concetti piuttosto che altri e. spesso, chi legge frettolosamente può essere fuorviato e scambiare una indagine per una condanna. Certamente dinanzi a queste vicende occorre sempre un approfondimento da parte di tutti e io sarò sempre più attenta da questo punto di vista".

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