Ferrandeli (+Europa) a Catania: "Fondi per depurazione non spesi e ricostruzione bloccata"

L'esponente del partito europeista nel territorio etneo per allargare il campo e a caccia di nuove adesioni fa il punto sulle emergenze da affrontare

Fabrizio Ferrandeli, già deputato regionale poi dimessosi di sua spontanea volontà e adesso consigliere comunale d'opposizione a Palermo, torna nel catanese per allargare il "campo" di + Europa, il movimento europeista che ha come riferimento Emma Bonino e che ha subito il recente addio di Bruno Tabacci.

Ferrandelli, da componente della segreteria del partito, nel catanese sta formando un direttivo e una rappresentenza più strutturata e ha incontrato esponenti del mondo dell'associazionismo e amministratori locali.

Nell'ultima tornata elettorale delle Europee il partito ha preso l'1,89% in Sicilia e l'1,39% in provincia di Catania con 4731 voti, contro i 5461 de La Sinistra che annoverava alcuni candidati etnei già noti nell'agone politico.

- Ferrandelli come si allarga il partito a Catania?

"Stiamo incontrando molte persone e siamo credibili perché veniamo da un percorso solido. A breve ci sarà un incontro a Napoli con Calenda, Richetti per un fronte comune. Siamo l'unico partito di opposizione al governo nazionale che non è sovranista. A Catania abbiamo incontrato associazioni, studenti, amministratori locali e stiamo facendo un lavoro di cucitura di queste realtà".

- Come si cresce sul territorio?

"Io amo stare molto sul territorio e tra la gente e quindi per crescere bisogna essere presenti, fare incontri, dare la possibilità alla gente di organizzarsi, di discutere. Stiamo costituendo dei gruppi e tornerò nel catanese tra un paio di settiane. Avremo un direttivo e un coordinatore".

- Come sono andate le elezioni europee e come vi ponete nel contesto attuale del centro sinistra?

"Alle Europee eravamo nati da pochissimo  e ci sono percentuali dalle quali partire per poter crescere. Siamo un'area che si distingue dal sovranismo pur facendo opposizione. La mossa di Renzi con il suo nuovo partito è politicamente intelligente perché ha spostato dirigenti e uomini d'apparato e si è seduto al tavolo delle trattative, ma non è una visione per il futuro o per una proposta politica alternativa. Noi vogliamo una politica che rappresenti la società e con tanti giovani pronti a spendersi. Io ormai mi considero una sorta di dinosauro della politica e ci sono tanti ragazzi con energie e forze fresche che vogliono spendersi, farò loro da apripista".

- Quali sono le battaglie che porterete avanti sul versante etneo?

"Le battaglie sono comuni a quelle della Sicilia: infrastrutture, spesa dei fondi Ue e sostegno all'agricoltura. Su Catania vi sono diverse infrazioni comunitarie per la mancanza di depurazione e ci sono 500 milioni da spendere per il territorio, per la tutela dell'ambiente, per il lavoro e ancora non si fa niente. Anzi essendo in infrazioni paghiamo anche delle sanzioni. Ma penso anche al viadotto Himera: da anni siamo bloccati. Una vergogna specie per i collegamenti che riguardano Catania e Palermo".

- A proposito di spesa dei fondi ancora la macchina della ricostruzione post sisma stenta a decollare...

"Diciamo che non è partita per niente. Siamo all'anno zero, un altro tema importante su cui batterci. La nostra Chiara Guglielmino (del coordinamento etneo di + Europa; ndr) conosce benissimo la situazione e la segue costantemente. Non possiamo attendere i tempi della politica e della burocrazia. Lo stesso discorso vale per tutti i fondi europei non spesi dalla Regione: sono gli unici fondi per investire e non li sfruttiamo".

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