Giarrusso minaccia l'isolamento per Catania, la politica lo sconfessa

Toni accesi dopo le parole del senatore pronunciate nel corso di una conferenza stampa. Il sindaco usa parole più soft, mentre il resto della maggioranza non ci sta e attacca a testa bassa

Con un irrituale comunicato stampa, inviato alle 20,30 della sera, il Movimento Cinque Stelle ha preso le distanze dalle parole del senatore Mario Giarrusso pronunziate nel corso di una conferenza sul "caso" Grasso - Bonaccorsi.

Il senatore aveva ribadito a più riprese che "finché Poglise non fa pulizia e chiarezza, e finché non chiede al presidente dei revisori di tornare, non si presenti a chiedere un euro perché non gli sarà dato fino a quando non ci sarà chiarezza in questa città".

Video | Le parole di Giarrusso

E quando la deputata Simona Suriano, quella che più da vicino ha seguito l'interlocuzione tra il vice ministro all'Economia Laura Castelli e il sindaco, ha fatto il punto sugli interventi in discussione per Catania, Giarrusso ha nuovamente puntualizzato: "Se l'interlocutore è Bonaccorsi non si potrà andare da nessuna parte. Senza se e senza ma".

Nonostante le parole utilizzate da Giarrusso, nel suo intervento da Torquemada che ha chiamato in causa tutti dal prefetto all'antimafia, nella nota stampa diramata i grillini parlano di un "fantomatico ricatto sui fondi da destinare alla città di Catania".

Pur cercando di correggere il tiro, però, il danno è stato fatto. E viene da chiedersi se un senatore può avere il potere di influenzare un intero governo "contro" una città e utilizzare, quindi, le istituzioni per "risolvere" beghe politiche con parti avverse.

Nonostante le sacrosante denunce operate dai pentastellati sui "bagni d'oro", sulla bassa capacità di riscossione e sulla nota dei revisori che segnala criticità, i riflettori sono stati puntati sulle parole di Giarrusso.

Diverse le reazioni da svariate parti politiche. Prima il gruppo consiliare #insiemesipuò e poi quello di Grande Catania che ha sottolineato, le "parole preoccupanti del senatore Giarrusso, che antepone agli interessi di una città in preda alla disperazione la portata sterile di una bega derubricabile a quisquilie di scarsa rilevanza politica e giuridica".

"Si disvela il disegno folle di chi, non avendo alcuna sensibilità rispetto al degrado sociale che sta attraversando e penetrando il tessuto sociale catanese, non mostra alcun senso delle istituzioni chiedendo la testa di chicchessia.
Pertanto auspichiamo che questa deprecabile posizione rimanga isolata e non abbia approdi concreti nelle stanze del governo romano scalfendo impegni e tradendo attese che da troppo tempo la città attende con spasmodica ansia", aggiunge la nota vergata dai consiglieri  Sebastiano Anastasi, Giuseppe Castiglione, Alessandro Campisi, Orazio Grasso.

Anche la senatrice del Pd Valeria Sudano è intervenuta: "Non ci bastava la telenovela indegna della telefonata registrata e poi fatta circolare in questi giorni  ma siamo arrivati addirittura alle minacce di Giarrusso e del Movimento 5 stelle sugli aiuti del Governo alla nostra Catania già in ginocchio”.

“Da lunedì  - prosegue la senatrice del Pd - inizieremo una battaglia che avrà la sua fine solo quando ci saranno dei fatti concreti per risollevare la nostra città. Catania e la sua salvezza non appartiene a qualche partito politico ma a tutti i cittadini che non si rassegnano al suo decadimento. Giarrusso si vergogni e si scusi con i catanesi”.

La nota del sindaco, invece, ha utilizzato toni più soft e che rientrano nell'alveo di quel comportamento "istituzionale" tenuto dal primo cittadino sinora nel corso dell'interlocuzione con il governo.

Come si legge in un passaggio del comunicato di Pogliese "i toni eccessivi utilizzati, in alcuni passaggi strumentali, alimentano, purtroppo, un clima che qualcuno vuole a ogni costo avvelenare; una tentazione in cui non cadremo, perché l’interesse di Catania e dei suoi cittadini va oltre i personalismi e la rincorsa alla visibilità a ogni costo e agli interessi di partito".

Invece il consigliere Luca Sangiorgio, molto vicino al sindaco, attacca a testa bassa: "Le dichiarazioni dell'onorevole Giarusso sono tanto meschine che non meriterebbero nessuna risposta. Come si puo minacciare il futuro di migliaia di famiglie per una questione di cui i catanesi non c'entrano assolutamente nulla? Questa amministrazione comunale ha ereditato una situazione disastrosa eppure con alto senso di responsabilità e abnegazione sta cercando di porvi rimedio. In qualità di capogruppo non vorrei che tutto questo polverone sollevato dai 5 Stelle sia un pretesto per abbandonare Catania al suo destino infausto, d'altronde fino ad oggi c'e stata una fitta interlocuzione tra le parti ma di fatti concreti da parte del governo ne sono stati realizzati pochi".

"Probabilmente se invece di Catania ci fossimo trovati a parlare della situazione economica di Roma, i pentastellati si sarebbero comportati in ben altro modo. Nonostante ciò Catania merita rispetto soprattutto da parte di quegli amministratori che siedono a Roma come a Palazzo d'Orleans nel periodo più buio della città", ha concluso Sangiorgio.

Così, con il mezzo passo indietro dei grillini, la situazione rimane ancora ferma. Eppure Catania Today aveva chiesto espressamente alla consigliera Lidia Adorno, nel corso di un'intervista, se l'affaire Bonaccorsi avrebbe in qualche modo inciso sul discorso in atto con il governo per salvare Catania. Ci aveva detto che "erano due cose che non avevano attinenza". Evidentemete per il senatore Giarrusso non è così.

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