Linee guida del prg, il sindaco: "Valuteremo tutti gli emendamenti"

Il civico consesso ha iniziato con una lunga discussione l'analisi dei paletti per lo sviluppo urbanistico della città

Partendo dalla fine, dopo un consiglio comunale durato quasi sei ore, c'è l'intervento del sindaco Salvo Pogliese che illustra le linee guida del piano regolatore. Il primo cittadino, consapevole anche dell'ora tarda e nonostante avesse preso appunti per tutta la sera mentre si susseguivano i vari interventi dei consiglieri, ha condensato in pochi punti il suo concetto di sviluppo della città che inizierà a plasmarsi proprio dalla prossima votazione delle linee guida.

In una città senza piano regolatore dal 1969, in una città dove si è assistita a una crescita sregolata e selvaggia degli immobili, in una città dove c'erano - per dirla con Pippo Fava - i "cavalieri dell'apocalisse mafiosa" con interessi nel mattone, in una città che ha trasformato il "sogno" di Kenzo Tange in un quartiere abbandonato e degradato è chiaro che mettere adesso delle regole è tardivo.

Non è stato fatto prima e adesso il centrodestra di Pogliese vuole riuscire a raggiungere l'obiettivo che, a causa delle varie pastoie burocratiche, può essere atteso anche per diversi anni in attesa dell'imprimatur della Regione.

Il sindaco

"Dopo mesi di attesa mi sarei aspettato una partecipazione diversa - ha esordito il primo cittadino mentre parlava dinanzi a un'aula semi vuota - perché oggi parliamo di un lavoro importante e frutto di un confronto costante con ordini professionali, associazioni e cittadinanza. Celebriamo un giorno importante perché la città aspetta il prg dal 1969".

Pogliese ha puntato sulla assenza di regole che ha determinato "una giungla urbanistica" e spesso "le varianti approvati non sono state tendenti all'interesse generale". Ha poi toccato l'argomento della intermodalità, con la realizzazione dei nuovi parcheggi, della strada dell'Etna e della visione futura della città.

"C'è un'eccessiva presenza di centri commerciali con percentuali uniche in Italia - ha detto il sindaco - con ben sette strutture che accerchiano la città. Dobbiamo valorizzare il nostro centro storico e avere una idea di Catania per il futuro che si basi sul turismo".

Infine, dopo aver cercato di fugare i dubbi del gruppo del Movimento Cinque Stelle sulla procedure Via/Vas si è detto disponibile, nella prossima seduta, ad analizzare e a valutare gli emendamenti al testo delle linee guida che i vari gruppi proporranno.

L'opposizione

Il Movimento Cinque Stelle ha tentato di "stoppare" subito la seduta con una pregiudiziale che si basava sul presunto titolo errato della delibera. Secondo Valeria Diana non si tratterebbe di un aggiornamento ma di nuove linee guida: "Una trappola semantica per aggirare una serie di norme com la disapplicazione della Vas". Da un chiarimento tecnico fornito poi la pregiudiziale è stata votata e bocciata dalla maggioranza.

In aula presente anche l'ex sindaco Enzo Bianco, non tra i più assidui frequentatori del civico consesso, che ha giustificato le diverse assenze per via degli impegni con l'Anci. Nel merito delle linee guida Bianco, dopo un breve excursus storico, ha detto che non aveva avviato durante la sua ultima sindacatura la revisione del prg per via dei grandi cambiamenti subiti dalla città.

Secondo l'ex primo cittadino infatti sarebbe servito un prg della Catania metropolitana: "Catania è cambiata tantissimo: apparentemente ha perso abitanti, da 400mila è passata a 315mila ma in realtà ha un diverso rapporto con i suoi confini. Ha rapporti con tantissime città limitrofe e racchiude un unicuum di 800mila abitanti senza soluzione di continuità".

Lunghissimo l'intervento di Gelsomino, di Catania 2.0, che ha fatto anche un po' di "melina" dopo aver parlato della sua idea di aver più spazi verdi, di social housing e di strutture sanitarie.

"Il Vittorio Emanuele e il Santa Marta - ha detto il consigliere - sono strutture che si deve cercare di far armonizzare nel contesto del quartiere e non debbono diventare come delle cattedrali nel deserto".

Mentre Graziano Bonaccorsi del M5S, che ha sollevato proprio i diversi "casi" urbanistici come quello della vendita della Plaia, del centro direzionale Cibali e del supermercato di via Sabato Martelli Castaldi, ha evidenziato la mancanza di verde e di documentazione fornita dall'amministrazione, come il piano triennale delle opere pubbliche.

"E' importante fare chiarezza e si deve dimostrare che l'aula è sovrana - ha affermato Bonaccorsi - con i fatti. Chiedo che vengano applicate tutte le procedure in modo trasparente e chiaro per questo piano regolatore".

La maggioranza

Per Diventerà Bellissima ha preso la parola Manfredi Zammataro che è presidente della commissione Urbanistica e che ha parlato di "un momento solenne perché dopo oltre 50 anni si parla di Prg e Catania ha subito uno scippo perché è stata privato dello strumento principale di pianificazione".

"Dal Prg - ha aggiunto - dipende lo sviluppo del territorio e da qui passa il futuro di una città che deve essere sostenibile, europea, che preferisce il verde al cemento, che predilige la sicurezza nei confronti del rischio sismico ed idrogeologico, che vuole decoro urbano".

Zammatato ha parlato di una "rigenerazione urbana" che potrà andare avanti con il prg e a braccetto con il regolamento del verde da poco approvato dall'aula e ha rivendicato il "criterio della partecipazione per la redazione delle linee guida poiché il prg deve essere uno strumento condiviso".

"Lo sviluppo a macchia di leopardo, com'è avvenuto sinora - ha concluso - ha portato a sviluppi devestanti per la città e servono regole che evitino appetiti".

Per Grande Catania è intervenuto il capogruppo Sebastiano Anastasi che ha ricordato la genesi edilizia di Catania dove "vi erano poche aree edificabili nelle mani di pochi e con costi lievati". Ha inoltre segnalato la situazione delle periferie, dello svuotamento del centro storico e ha evidenziato l'opportunità storica di poter incidere sul futuro della città anticipando, però, la presentazione di alcuni emendamenti al testo: "Pensiamo con spazi a verde sul lungomare ma nuova edilizia popolare a Cibali non ci sembra il caso".

L'appuntamento per la presentazione degli emendamenti, la discussione e il voto è previsto per il prossimo 14 ottobre.

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