Patto per Catania, addio orti urbani: Pogliese sceglie l'edilizia popolare

Il sindaco in consiglio comunale, alla presenza dei sindacati e degli ordini professionali, ha illustrato le idee guida sull'utilizzo dei fondi

Era l'aprile del 2016 ma sembra - almeno politicamente - un'era geologica fa. Sul palco del teatro Massimo Bellini vi erano l'allora sindaco Enzo Bianco e l'allora premier Matteo Renzi. Entrambi avevano scelto quella cornice così pretigiosa per siglare il "patto per Catania". Renzi aveva annunciato l'arrivo di circa 740 milioni di euro per la città di Catania. Tra questi vi erano 323 milioni di contributi statali, 408 i fondi relativi al Pon Metro e altri 49 milioni per la riqualificazione idrogeologica.

Secondo il patto sono cinque i settori prioritari in cui investire: infrastrutture, ambiente, sviluppo economico, turismo e cultura, sicurezza e politiche sociali.

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Dopo due anni e con una nuova amministrazione a guidare la città è tempo di scelte. Il sindaco Pogliese - già nell'intervista rilasciataci per fare il punto sul primo anno di attività - ha da tempo annunciato di dirottare alcuni fondi su altri scopi. In particolare sull'emergenza abitativa.

Oggi in consiglio comunale si è proprio discusso - su sollecitazione del consigliere Gelsomino - proprio di questo. Dopo un breve preambolo sul "salva Catania" e un ringraziamento alle forze di governo e ai loro esponenti (Cinque Stelle e Lega) il primo cittadino ha anche illustrato i prossimi step: prima di tutto il bilancio stabilmente riequilibrato "senza macelleria sociale" ma con "scelte necessariamente dolorose".

Saranno mantenuti i fondi del patto per Catania - come ha spiegato Pogliese - per la zona industriale e per la strada dell'Etna, circa 38 milioni, ma ciò che verrà meno sarà la mantellata del porto.

Video | Il sindaco parla dell'emergenza casa

"Da una riflessione fatta con l'autorità di sistema portuale di Catania e Augusta - ha detto il sindaco - abbiamo deciso di destinare 5 milioni, come cofinanziamento dell'opera, dei 49 inizialmente previsti. L'opera si farà con le risorse dell'autorità portuale e utilizzeremo i fondi risparmiati per altri scopi. L'emergenza abitativa è una priorità assoluta: il tasso di povertà in città è drammatico".

A condividere le scelte dell'amministrazione è Luca Sangiorgio: "Un risparmio di 44 milioni è oro colato per la città. Non usiamoli per orti urbani, piste ciclabili o fontane. C'è un'emergenza sociale in città: dobbiamo creare alloggi, riqualificare gli impianti sportivi e restituirli alla città".

I consiglieri hanno proposto, con un ordine del giorno, di creare una commissione speciale non permanente (e senza gettone) proprio sull'avanzamento della spesa del patto per Catania.

Nota polemica del consgliere di #insiemesipuò Salvo Di Salvo che ha prima "criticato" il governo sul salva Catania dicendo che era una scelta "che si poteva fare prima e non è una scelta politica ma istituzionale" e sui fondi sul tavolo ha puntato i riflettori sulla zona industriale, sugli 11 milioni di euro destinati per una nuova caserma dei carabinieri e sui 18 per la messa in sicurezza delle strade.

"Ad oggi - ha detto Di Salvo - di queste risorse non si hanno notizie. Non si parla di orti urbani e non si parla di piste ciclabili, così come voglio sottolineare come il molo di levante assuma una valenza strategica turistica per Catania".

Al termine dei diversi interventi ha concluso la seduta il sindaco Pogliese che sottolineato, rispondendo indirettamente a Di Salvo, "la grave situazione del Comune, con mutui che si stanno pagando accesi nel 1972 quando non ero nemmeno nato" e punzecchiando lo stesso consigliere sull'azione di Micciché all'Ars che aveva fatto slittare la votazione di un importante provvedimento per le casse etnee.

"Micciché - ha detto Pogliese ironicamente - che è ora diventato amico di Di Salvo è quello che non ha fatto votare un provvedimento importante". Poi il sindaco ha sottolineato nuovamente l'importanza del dialogo con gli esponenti del 5 Stelle e della Lega ed evidenziato i 12,9 milioni per la zona industriale a cui se ne aggiungeranno altri 2,5. Ci saranno dei confronti con gli ordini professionali e i sindacati, presenti oggi in consiglio, per ascoltare proposte e suggerimenti e stilare così una road map degli interventi.

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