Pd, dalle primarie alle europee: la leadership contesa

In ballo la composizione della lista per i posti a Bruxelles e il sostegno all'eurodeputata uscente Michela Giuffrida

I risultati delle primarie a Catania hanno cristallizzato quella che potrebbe essere definita la tensione “centro-periferia” all'interno della leadership democratica ai piedi dell'Etna. Un dominio che risulta condiviso - al netto della componente di matrice sindacale e del magro risultato ottenuto dall'ex sindaco di Catania Enzo Bianco - tra i due deputati regionali Luca Sammartino e Anthony Barbagallo: se a Catania quel che resta del “renzismo” è ancora in auge grazie alla coppia Sammartino-Sudano, in provincia, l'ex assessore regionale al Turismo continua a essere un punto di riferimento per quelli che non si sono riconosciuti all'interno di una gestione del partito contraddistinta dal progressivo svuotamento, a tutti i livelli, delle prerogative e delle funzioni di circoli e segreterie.

“Il prossimo passo sarà l'assemblea nazionale – ha commentato Anthony Barbagallo a CataniaToday – In quella sede si definirà il percorso per rilanciare il radicamento nel territorio a partire dai circoli cittadini e dalle segreterie. Dobbiamo ripartire fissando le regole per il congresso provinciale e lavorare insieme per costruire delle liste compatte di centro-sinistra alle prossime amministrative che si terranno in quattro comuni della provincia (Aci Castello, Motta Sant'Anastasia, Ragalna e Zafferana Etnea nda)”.

Ma è forse ancora presto per pensare a un percorso unitario finalizzato a ricostituire un fronte comune, poiché le primarie sono state inoltre l'occasione per fare “la conta” in vista delle elezioni europee: la composizione delle liste rappresenterà dunque ulteriore terreno di scontro in cui è in gioco la portata “carismatica” degli attori in gioco. Considerando il fatto che né Sammartino né Barbagallo hanno intenzione di candidarsi per un poltrona a Bruxelles, resta da certificare il sostegno all'unica candidatura espressione del territorio etneo che sembra essere sicura: l'europarlamentare uscente Michela Giuffrida. “In questa fase l'onorevole Sammartino preferisce tenere il massimo riserbo – fanno sapere dal suo ufficio stampa – in questo momento si sta dedicando al ddl collegato alla finanziaria regionale. Ogni commento verrà fatto dopo aver definito questo importante passaggio”.

Ancora attendismo dunque, anche se – secondo i rumors che arrivano dalla base – c'è chi è pronto a scommettere che Sammartino favorirebbe l'inserimento in lista di un candidato della provincia di Messina piuttosto che appoggiare Michela Giuffrida. Da Barbagallo invece arriva il pieno sostegno, visto che, come afferma lui stesso, “Michela ha lavorato bene per il territorio”. Allo stato attuale l'eurodeputata uscente dovrebbe ricevere il “placet” dell'area Cgil con a capo l'ex assessore comunale Angelo Villari, anche se l'atteggiamento potrebbe mutare nel caso in cui si rimetta in gioco un altro ex assessore regionale vicino all'area sindacale: Antonello Cracolici. Insomma, in attesa che il nuovo corso nazionale metta fine – secondo le aspirazioni di molti – alla stagione dei “plenipotenziari” calati dall'alto, in casa Pd ancora una volta si privilegerà il sostegno di candidati per criterio d'appartenenza rispetto a quello della territorialità.

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