Pogliese a confronto con i sindacati, scongiurato lo sciopero generale

Le rappresentanze sindacali chiedono certezze e concertazione con un consiglio straordinario

Tutti i colori del dissesto. A Palazzo Platamone va in scena una affollata assemblea pubblica richiesta dalle forze sindacali  sul delicato tema del dissesto cittadino e sulle prospettive future per la città.

L’incontro, che inizialmente doveva tenersi nel Teatro Massimo Bellini poi occupato dalle maestranze precarie (giusto per comprendere il clima che si respira in città negli ultimi mesi), ha visto la giunta al completo e tutti gli esponenti dei sindacati partendo da Cgil, Cisl, Uil sino all’Ugl e alle sigle autonome.

Sindacati che hanno paventato uno sciopero cittadino per il prossimo 30 marzo se l’incontro con l’amministrazione non dovesse soddisfare alcuni quesiti irrisolti sul futuro di Catania.

Da quando il consiglio comunale, lo scorso dicembre, ha preso atto del dissesto finanziario e dei debiti di circa 1,6 miliardi, una coltre di nero ha coperto la città, con difficoltà per l’ente di pagare gli stipendi dei lavoratori, con il mondo delle cooperative paralizzato e le partecipate in fortissima sofferenza.

Ad alternarsi al microfono della sala del Palazzo Platamone, con il sindaco Pogliese attento e con appunti alla mano, i vari esponenti del mondo sindacale. Tra i tanti Armando Foti (Uil Trasporti), Angelo Mazzeo (Ugl), Armando Coco (Cisl) e Salvo Bonaventura (Uil) nonché i segretari generali della triplice che hanno tratto le conclusioni.

Confronto amministrazione e sindacati, parla Maurizio Attanasio della Cisl | Video

Tra chi vira verso il rosa come Foti che sottolinea “la responsabilità dei dipendenti del Comune che hanno lavorato con responsabilità anche in attesa degli stipendi” e chi come Mazzeo, con un verde tenue speranza, spinge l’amministrazione a “investire i fondi del Patto per Catania, a creare sviluppo con investimenti per la zona industriale”.

Chi va verso il verde, ma di rabbia, è Enza Meli, segretaria generale Uil, che se la prende prima con l’amministrazione comunale per “aver aumentato la Tari senza alcuna concertazione, una pagina vergognosa” e poi bersaglia la politica nazionale rea di “venire a mangiare gli arancini in campagna elettorale e che si dimentica subito di Catania”.

Non mancano, da parte della segretaria Uil, stilettate contro Giulia Grillo, ministro della Salute etneo. Giacomo Rota, segretario generale Cgil, va verso un blu distensivo e parte dal greco per individuare la radice della parola “crisi” che vuol dire “separare”: “Bisogna separare l’amministrazione attuale e gli errori e iniziare un percorso di rinascita. Serve fare verità sulle partecipate e separare i carrozzoni dalla reale funzionalità, difendendo i lavoratori che sono la vera ricchezza delle aziende”.

Prima del sindaco è intervenuto il presidente del consiglio comunale Giuseppe Castiglione che si è detto disponibile a tenere un consiglio aperto sul tema del dissesto e ha difeso l’operato del civico consesso.

Nel corso dell'assemblea è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare la scomparsa dell'assessore regionale Sebastiano Tusa, vittima di un incidente aereo.

Poi il sindaco Pogliese ha affrontato i diversi temi sollevati, con un caleidoscopio di diverse tonalità di colore. Ha ripercorso le prime settimane di amministrazione segnate dall’incubo del dissesto e dalla corsa per cercare di salvare Catania “con un emendamento al decreto 1000 proroghe, con un ricorso e uno sforzo di tutta l’amministrazione per evitare il default”.

Catania è la città dalle proporzioni più vaste ad essere in dissesto e Pogliese parla della “ineluttabilità di una scelta obbligata” con la Regione che “ha contribuito con un finanziamento straordinario di 8 milioni di euro” e anticipa che “nel collegato potrebbero esserci delle anticipazioni di qualche decina di milioni per far fronte alla mancata liquidità attuale”.

Poi il primo cittadino si fa scuro in volto quando parla dell’evasione tributaria che “sull’accertato è del 50%” e ricorda il tentativo di “intervento richiesto allo Stato per inserire la Tari nella bolletta dell’energia elettrica che avrebbe portato almeno 40 milioni di entrate aggiuntive”.

Ai microfoni di Catania Today il sindaco ha anticipato la formazione di una task force di dipendenti comunali che contrasterà l’alto tasso di evasione tributaria.

Pogliese ha anche annunciato delle novità: la prossima settimana convocherà tutti i deputati nazionali eletti a Catania perché “anche loro debbono sporcarsi le mani per la città” e l’iter per la razionalizzazione delle partecipate sta proseguendo, con una riduzione dei cda e dei costi.

Sull’incontro di ieri in prefettura, in merito alla gara per il servizio di raccolta rifiuti, il sindaco è apparso fiducioso: “Al vertice ha partecipato un esponente dell’Anac che ha visionato il bando che abbiamo predisposto e che abbiamo immaginato in 4 lotti. In una settimana l’Anac ci darà un parere e contiamo entro fine marzo di avviare l’iter per la gara di 7 anni del valore di 360 milioni di euro”.

Alla fine del vertice i sindacati si sono ritirati per decidere se confermare o meno lo sciopero del prossimo 30 marzo e, a quanto pare, è stato deciso il suo annullamento. Pareggio a reti biache e si va verso una concertazione.

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