Regolamento verde ok, centro direzionale Cibali ko: maggioranza senza numeri

Il consiglio comunale ha approvato il regolamento per la cura delle aree verdi ma forti polemiche si sono sollevate sul catasto dei terreni colpiti da incendi

Un consiglio comunale iniziato nelle concordia e finito senza numero legale e tra i rimbrotti. Da una parte l'amministrazione, rappresentata dagli assessori Porto e Cantarella, e dall'altra il Movimento Cinque Stelle che ha dato battaglia con Graziano Bonaccorsi. Probabilmente, quella di ieri, è stata l'ultima seduta prima della pausa ferragostana, quindi politica consiliare in stand by per qualche giorno.

Il regolamento del verde pubblico

Il regolamento consentirà di avere regole certe per il verde cittadino ed è stato votato, dopo alcuni emendamenti proposti da diversi consiglieri, all'unanimità dei presenti. Sono stati stabiliti i principi generali ai quali devono fare riferimento le istituzioni, gli utenti e i responsabili del verde. Stabilisce, altresì, le norme di fruizione del “patrimonio verde” come l’accesso ai giardini, le autorizzazioni allo svolgimento di attività di vario genere nel verde pubblico, l’introduzione degli amici a quattro zampe nei parchi. Attenzione particolare è posta alla salvaguardia e manutenzione del verde, con un censimento delle piante, le potature, gli eventuali abbattimenti e gli scavi su suolo pubblico alle base delle piante.

“Un risultato importante - hanno commentato il sindaco Salvo pogliese e l’assessore Fabio Cantarella - perché finalmente il Comune ha un documento che riordina la materia del verde, frutto di interlocuzioni costanti con le associazioni di settore, che hanno dato i loro contributi per migliorare la proposta. Nel settore dell’ambiente e della cura del verde registriamo un’aumentata sensibilità che va incoraggiata, dopo anni di disattenzioni e ritardi, per una avere una città più sostenibile sotto il profilo della vivibilità”.

Il catasto dei soprassuoli

La concordia si è interrotta sulla votazione della proposta dell'amministrazione comunale relativa al catasto dei soprassuoli. La maggioranza non ha avuto i numeri per votare l'atto, il centrosinistra era praticamente assente e il Movimento Cinque Stelle - in pieno dissenso - è uscito dall'aula facendo venire meno il numero legale.

Cos'è il catasto dei soprassuoli e perché ha generato - su un punto in particolare - l'opposizione dei pentastellati? Si tratta di una strumento che consente di censire e di mettere in un apposito catasto, da aggiornare annualmente, i terreni colpiti da incendio.

Questi ultimi poi, se inseriti in questo catasto, sono soggetti alle prescrizioni previste dall'articolo 10 della legge 353 del 2000. Proprio per contrastare il business dei terreni date alle fiamme per poi riversarvi colate di cemento e speculazioni, la legge ha previsto che "le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stat  percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da  quella preesistente all'incendio pe  almeno quindici anni".

Inoltre la legge vieta per dieci anni la realizzazione di edifici nonché di strutture e infrastrutture finalizzate ad  insediamenti civili ed attività produttive, fatte salve concessioni già rilasciate prima dell'incendio.

Con un po' di ritardo il consiglio avrebbe dovuto approvare ieri il censimento aggiornato all'anno 2017. Ma proprio nel 2017, in estate, si è verificato l'incendio di una vasta area di diversi ettari a Cibali. Eppure nell'elenco proposto dall'amministrazione quest'area - dove sarebbe dovuto sorgere un Centro Direzionale - non è stata inserita. Da qui le interrogazioni del Movimento Cinque Stelle, prima con Graziano Bonaccorsi e poi con la deputata regionale Gianina Ciancio.

La vicenda del Centro Direzionale di Cibali

Si tratta di una lunga storia che parte dalla Catania "magmatica" e in piena espansione edilizia. Una storia che si riverbera sino ai giorni nostri. Di certo c'è che lo scorso 12 luglio 2017 un incendio ha devastato un'area di Cibali, compresa tra via Sabato Martelli Castaldi, via Nazario Sauro, via Damiano Chiesa di circa 18 ettari dove sarebbe dovuto sorgere un Centro Direzionale, con parcheggi, uffici, spazi commerciali e spazi dedicati all'emergenza abitativa.

Andando indietro nel tempo, sino agli anni '80, sull'area di Cibali avevano "messo gli occhi" gli imprenditori più in vista e più chiacchierati di Catania: Graci, Finocchiaro, Costanzo e Rendo. Avevano scelto di investire proprio nel quartiere dello stadio poiché il piano regolatore prevedeva la possibilità di edificare: parcheggi, strade, uffici e appartamenti.

Nacque così il Consorzio Centro Direzionale Cibali ma la politica comunale dell'epoca si oppose al progetto e per decenni non se ne fece nulla. Così passando gli anni, e le fortune dei cavalieri del lavoro etnei, il Consorzio è arrivato, tra debiti e buchi, sino alla gestione di Bankitalia ma per decenni non se ne è fatto nulla.

Almeno sino ai tempi della recente ex amminstrazione Bianco che, nell'estate del 2017, con una variante aveva visto di buon occhio la possibilità di edificare attraverso un progetto tendente al social housing e con grandi torri che avrebbero svettato sul cielo di Cibali. Il fatto strano è che, a poche ora dall'approvazione della delibera di giunta contente la variante, proprio su quei terreni si è sviluppato un vasto e imponente incendio che ha tenuto occupati decine e decine di vigili del fuoco.

Il mancato inserimento dell'area

Così arriviamo ai giorni nostri. L'area non è stata inserita nell'elenco dei soprassuoli percorsi da incendio nel 2017. Il suo inserimento porterebbe all'impossibilità di edificazione su quel terreno per parecchi anni e di fatto stopperebbe per oltre un decennio qualsiasi velleità edilizia.

Alle rimostranze del Movimento Cinque Stelle l'amministrazione - rispondendo a una precisa interrogazione - ha detto che i dati per l'aggiornamento del catasto vengono presi consultando i rilievi del corpo forestale della Regione. Quest'ultimo ha redatto un "sistema informativo" che racchiude le aree boscate percorse dal fuoco.

E proprio nell'elenco della forestale l'area di Cibali non è stata censita. Nemmeno i vigili del fuoco hanno fornito documentazione sull'incendio - così come richiesto dal consigliere Bonaccorsi - poiché sul fatto vi è "il segreto investigativo".

Per l'amministrazione, quindi, l'area non è da inserire nel catasto dei terreni andati a fuoco - e quindi non edificabili per un certo periodo di tempo - poiché non è segnalata dalla forestale e perché, comunque, come -ribadito dagli assessori in aula - non rappresentava un'area boscata e la cubatura rimarrà uguale.

Così Bonaccorsi ha presentato una serie di emendamenti, alcuni giudicati con parere tecnino sfavorevole e un altro approvato, al testo e ha nuovamente chiesto lumi sul caso di Cibali.

"A Cibali c'è stato un grosso incendio - ha detto il consigliere pentastellato - e in delibera non c'è quell'area. E' davvero impensabile che non ci sia: noi dobbiamo essere corretti e responsabili e sappiamo tutti che quella zona è stata percorsa dal fuoco. Perché non la si vuole inserire nel catasto? Ci chiediamo cosa c'è dietro".

Alla fine della seduta, con i grillini fuori dall'aula, la maggioranza non ha avuto i numeri per proseguire e per approvare l'atto. Il tutto, probabilmente, sarà rimandato a settembre.

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