Recca al Senato nella Lista Monti, Cuda: "Il rettore si dimetta subito"

E' stata ufficializzata la presenza tra le candidature al Senato del rettore dell'Ateneo di Catania. Il Coordinamento unico d'Ateneo chiede le sue dimissioni per "consentire immediatamente l'apertura di una pagina migliore per l'Università"

Sabato sera è stata ufficializzata la presenza tra le candidature al Senato - con la lista Monti - di Antonino Recca, rettore dell'Università di Catania. A seguire la polemica. In particolare, il Cuda ( Coordinamento unico d'Ateneo) chiede le dimissioni del Rettore: " Recca si dimetta subito e consenta immediatamente l'apertura di una pagina migliore per l'Università di Catania".

Già il 2 gennaio scorso, aveva inviato la seguente comunicazione alla mailing list d'Ateneo: “Caro Prorettore, ti informo che – a prescindere dall'eventuale mia candidatura alle prossime elezioni politiche, che sarà decisa dal vertice nazionale dell'UDC e dai garanti di coalizione, su proposta del Comitato provinciale dell'UDC catanese – è comunque mia intenzione partecipare attivamente alla campagna elettorale, per il successo democratico dell'Unione di Centro e del 'progetto Monti' per l'Italia. Ti chiedo, pertanto, di volermi sostituire in ogni mia funzione rettorale (ai sensi dell'art. 6, comma 9, dello Statuto di Ateneo) per l'intera durata del superiore impedimento, e cioè dal 3 gennaio al 26 febbraio 2013.”

Confermata la decisione di Recca, il Cuda si pone alcuni interrogativi: "Perché allora Recca non ha avuto la stessa alta sensibilità e si è autosospeso, anzi perché non si è dimesso subito, quando nel 2010-2011 ha fatto da coordinatore regionale dell’UDC e insieme da rettore? Forse perché allora le elezioni non erano alle porte? E poi: dopo queste elezioni, ove non fosse candidato, cosa farà in occasione, per esempio, delle prossime elezioni comunali, per le quali già elargisce endorsement e promette appoggi? Si sospenderà di nuovo? Oppure rimarrà fino al prossimo ottobre 2013, fatidica data di scadenza del suo prorogato mandato, in uno stato sospeso e con lui l’intero Ateneo?
E ancora: non vede che vi è una certa incoerenza a candidarsi con il professore Monti di cui, quale componente della giunta CRUI, ha appena aspramente criticato il taglio mortale di fondi all’Università (l’anno prossimo non ci saranno nemmeno i soldi per gli stipendi a docenti e TA, per la cronaca; sebbene da deputato, ne conveniamo, questo potrebbe non essere più un problema, almeno per lui...)".

"Riteniamo - conclude il Cuda - grave politicamente e immotivata giuridicamente la inedita “riduzione dei poteri” che il rettore si è fatto comminare dal suo Senato Accademico lo scorso ottobre; questa sorta di “sfiducia”, alla luce della recente ma non meno creativa autosospensione, appare oggi per ciò che è sempre stata: una pantomima poco decorosa. Riteniamo la dichiarazione inviata da Recca in data 2 gennaio 2012 - alla luce dei fatti descritti, noti e documentati – offensiva per la coscienza dei docenti e dei lavoratori dell’Ateneo di Catania e assolutamente illegittima sul piano giuridico, configurando un uso delle regole dell’ateneo che rischia di essere lesivo dello stesso".

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