Rifiuti, l'architetto Li Destri demolisce la versione di Bianco: "Mente sapendo di mentire"

L'ex funzionaria della Direzione Ecologia Annamaria Li Destri, rappresentata dall'avvocato Dario Riccioli, ha smentito punto per punto le tesi di Bianco in merito all'inchiesta Garbage Affair. Accusando direttamente l'ex sindaco di dire falsità

L'ultimo video-appello dell'ex sindaco Enzo Bianco sulla propria pagina Facebook non è passato inosservato. Dopo aver ricevuto molte critiche, e richieste di spiegazioni, in seguito alla sua reazione 'nervosa' alle domande di un giornalista Rai - trasmessa dalle reti nazionali durante l'ultima puntata di Report -  l'ex primo cittadino ha fornito una sua versione dei fatti. Una ricostruzione che, tuttavia, ha fatto 'saltare dalla sedia' la diretta interessata, l'ex dirigente comunale Annamaria Li Destri, rappresentata dall'avvocato Dario Riccioli, che ha smentito punto per punto le tesi di Bianco. Ma facciamo un passo indietro. 

Per spiegare il suo comportamento Bianco ha chiarito che, secondo lui, i professionisti della nota trasmissione avrebbero agito in mala fede, riportando una ricostruzione scorretta dei fatti in merito al dissesto economico-finanziario dell'ente. Per farlo Bianco parla dell'inchiesta Garbage Affair e della questione inerente allo scontro con l'allora vertice della Direzione Ecologia, Salvo Cocina. In particolar modo ad aver turbato il consigliere d'opposizione sarebbe una ormai celebre telefonata, pubblicata prima dalla stampa locale e poi mandata in onda dai Rai3, in cui Bianco redarguisce Cocina per la mancata rimozione dalla sua mansione della dottoressa Balsamo, collaboratrice dell'architetto Annamaria Li Destri, dirigente poi licenziata in seguito da Enzo Bianco.

La versione di Enzo Bianco

A prescindere dalla bontà dell'argomentazione in merito alla mancata risposta al giornalista (Bianco dà del 'bugiardo' al collega di Report senza prima aver visto il servizio), secondo l'ex sindaco la versione della Rai è falsa: non ci sarebbe connessione tra l'allontamento della Li Destri e l'applicazione delle sanzioni previste per legge al consorzio Ipi-Oikos. I cui responsabili - stando alle accuse mosse dalla Procura della Repubblica di Catania - sarebbero stati in accordo con l'ex ragioniere generale, già capo di gabinetto del sindaco, Massimo Rosso e con l'ex funzionario della Direzione Ecologia, Orazio Fazio (due tra i più stretti collaboratori dell'ex sindaco), per l'affidamento in proroga del servizio di raccolta nel Comune di Catania. In cambio, sempre secondo la ricostruzione dei magistrati, i due funzionari del Comune avrebbero ottenuto assunzioni per parenti e regalie di vario tipo. 

Le parole di Dario Riccioli e Annamaria Li Destri

Secondo l'avvocato Riccioli e l'architetto Li Destri, nel ricostruire questa vicenda, Bianco "ha ribadito la propria difesa, non risparmiando accuse, ancora una volta infondate, nei confronti dell’architetto Annamaria Li Destri". "L’unica verità storica contenuta nella fantasiosa ricostruzione offerta dal past Sindaco - continuano i due professionisti - ai suoi followers è riferibile al licenziamento dell’architetto Li Destri, al mancato reintegro da parte del Tribunale civile di Catania - sezione Lavoro, nonché alla sentenza di condanna pronunciata nel corso del primo grado nell’ambito del processo penale". 

"Occorre chiarire- continuano - come, nel tentativo di spiegare una vicenda che è stata correttamente ricostruita dall’Ingegner Cocina nella sua intervista a Report, la fantasia del past Sindaco riesce a confondere l’appalto per la gestione del servizio di manutenzione dei mezzi della NU dell’anno 2013 (per il quale l’arch. Li Destri ha subito una condanna in primo grado; è pendente il giudizio di appello) con l’appalto per l’affidamento del servizio di igiene urbana aggiudicato dalla RTI IPI-OIKOS".

"I due appalti sono del tutto autonomi e privi di collegamento - si legge ancora nella note del legale - Con riferimento all’appalto per l’affidamento del servizio di igiene urbana, dispiace evidenziare come sia falso quanto sostenuto dall'ex Sindaco in merito alla mancata applicazione di sanzioni e di penali. Infatti, con provvedimenti dirigenziali nn. 13/220 del 17 giugno 2013, 13/273 del 26 luglio 2013, 13/300 del 23 agosto 2013 e 13/346 del 8 ottobre 2013, l’architetto Li Destri ha firmato, insieme con il funzionario dott.ssa Balsamo, proposte di penali nei confronti della RTI IPI-OIKOS per più di € 500.000,00. Non si comprende, pertanto, di quali 'fondate perplessità' parli il past Sindaco quando si riferisce ai due Dirigenti della Direzione Ecologia. I provvedimenti sopra indicati sono facilmente consultabili nel sito del Comune di Catania (sic!). È suggestivo evidenziare come l’applicazione delle penali (qui indicate a campione) faccia riferimento a un limitato arco temporale che va dalla data di insediamento del past Sindaco della città di Catania, fino alla data del licenziamento in tronco dell’architetto Li Destri avvenuta, come racconta chi ha avuto la responsabilità politica della Giunta cittadina e condotto al dissesto la città di Catania, per una evidente lotta alla corruzione".

Le denunce di Annamaria Li Destri

"Si rammentano, ancora, le denunzie presentate dall’architetto Li Destri nei confronti dei legali rappresentanti di alcune ditte esecutrici di appalti di servizi del Comune di Catania per interruzione di pubblico servizio - chiarisce Riccioli - È stato, ancora, processualmente provato nel corso del giudizio che la vede imputata come, nel predisporre il bando di gara per l’appalto del 2013 relativo all’affidamento del servizio di manutenzione dei mezzi della NU l’architetto Li Destri in data 19 settembre 2013, ore 14.03 e 9 ottobre 2013, ore 9.53, avesse richiesto all’allora Sindaco Bianco e all’Assessore all’Ecologia di sospendere la procedura di gara, in attesa di una parere preventivo richiesto sulle prescrizioni inserite nel bando di gara e nel CSA dallo stesso architetto Li Destri proprio all’Autorità Nazionale Anticorruzione. In quei giorni, inoltre, l’architetto Li Destri aveva anche sollecitato allo stesso Bianco un atto di indirizzo politico sulla prosecuzione dell’attività di officina gestita dalla Puntese Diesel s.r.l. Il direttore, in quella circostanza, aveva suggerito di procedere all’esecuzione di quei lavori con le sole risorse disponibili presso il Comune di Catania, con notevole risparmio di spesa e, pertanto, senza affidare a ditte esterne la fornitura del servizio". 

Il legale ritiene infine che Bianco menta "sapendo di mentire" in merito alle mancate sanzioni ai commissari prefettizi, "perché i costi del servizio (compresi i lauti compensi dei Commissari) venivano sopportati dalla società e pagati con i mezzi propri". "Viceversa - conclude infine la nota - l'ex Sindaco non ha spiegato perché (se la sua ricostruzione avesse un fondamento di verità) dall’ottobre 2013 (mese del licenziamento dell’arch. Li Destri) al 18 settembre 2014, nonostante le segnalazioni della dott.sa Balsamo nulla si sa dell’applicazione delle penali".

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Commenti (4)

  • Avatar anonimo di Piero
    Piero

    Fate pagare a Bianco la tassa di soggiorno!

  • Personalmente in tutta questa vicenda,che vede vittime i cittadini del comune di catania,ancora una volta ,della politica ipocrita ,falsa e piena di interessi e profitti personali,che ha gestito negli ultimi 20 anni catania pensando che 'i nodi prima o poi non sarebbero venuti al pettine' , a mio giudizio non puó esserci un solo colpevole,perchè tutte le amministrazioni sono state compevoli del dissesto economico,destra e sinistra , quanto più si ha governato credo più si è responsabili e questo credo sia nella coscienza di tutti. Quindi basta tenere gli occhi chiusi, i catanesi stiano piu attenti nel futuro quando vadano a votare e non credino a promesse facili,ciarlatani e benefattori. Forza Catania !????

  • Lo sanno tutti che si è sempre fatto gli affarucci suoi, a partire da quando, la prima volta che fu eletto cominciò a riempire la città di fiori per gettare fumo negli occhi degli sprovveduti catanesi... in via Vincenzo Giuffrida veniva da ridere (se non da piangere) nel vedere nelle aiuole spartitraffico i giganteschi cereus (notoriamente piante grasse tipiche dei paesi caldi) e alla base i ciclamini (piante tipiche del sottobosco umido) che, in capo a pochi giorni erano appassiti, intanto lui li aveva comprati a spese dei cittadini o, per meglio dire, aveva già da allora iniziato a sperperare con disinvoltura, beneficiando il vivaista di turno con lauti guadagni!...

    • Chi di verde colpisce; di verde perisce.

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