Rischio sismisco, approvato l'ordine del giorno di Grande Catania

Con 24 voti farevoli su 26 presenti, due astenuti, il Consiglio comunale ha approvato la proposta del gruppo Grande Catania che impegna gli enti locali a fronteggiare con misure mirate il rischio sismico della città

Con 24 voti farevoli su 26 presenti, due astenuti, ieri sera, il Consiglio comunale ha approvato la proposta del gruppo Grande Catania a firma dei consiglieri Sebastiano Anastasi, Alessandro Campisi ed Orazio Grasso.

Il testo impegna la Presidenza del Consiglio dei Ministri a "prevedere una deroga alla vigente normativa in materia di patto di stabilità, allo scopo di consentire una maggiore spesa pubblica per fronteggiare le attuali evidenti e notevoli carenze in termini di prevenzione di sismica strutturale, nonché alla predisposizione di opportuni strumenti legislativi mirati alla città di Catania, ma anche ovviamente al resto delle città isolane con i medesimi elevatissimi rischi, volti ad incentivare con massive e imponenti azioni di defiscalizzazione ed incentivazione finanziari, snellimento burocratico, la ristrutturazione secondo parametri “antisismici” e/o la demolizione e ricostruzione di tutti gli edifici privati con grave e media vulnerabilità sismica".

Ma non solo. Si impegna anche "la Regione Siciliana a prevedere nel prossimo bilancio di previsione un incremento del capitolo di spesa relativo alle somme da destinare alla “prevenzione sismica, la Protezione Civile ad attivarsi presso le Autorità Statali competenti al fine d’incrementare le somme da destinare alla Regione Siciliana per riorganizzare, potenziare ottimizzare il Piano di emergenza Rischio Sismico di tutti i Comuni Siciliani, Catania in testa, ed - in fine - Il Sindaco e la Giunta Comunale a farsi parte attiva per il raggiungimento concreto dei sopradetti obiettivi attraverso una costruttiva e tenace azione “politica” nei confronti del Governo Nazionale e Regionale della Città di Catania".

"Tutti i governi nazionali, compreso quest'ultimo, sembrano non capire la gravità della situazione nella città di Catania. Ci vorrebbe un disegno di legge mirato per la Sicilia orientale, in tutte le città che sono esposte alla vulnerabilità sismica - spiega Sebastianio Anastasi - Non bastano più leggine e piccoli provvedimenti, abbiamo bisogno di un approccio sistemico".

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