Sidra e Acoset: equilibri politici sul filo, si preannuncia un agosto "caldissimo"

Dopo la débàcle del centrodestra uscito con le ossa rotte dal rinnovo delle cariche è arrivata la notizia della decadenza del cda della partecipata etnea

Di sicuro sarà un agosto caldissimo e non sarà di certo l'acqua - che a Catania manca in tantissime zone - della Sidra o dell'Acoset a placare i "bollori" di una politica che nella pausa estiva deve ritrovare la quadratura del cerchio. Quadratura necessaria al sindaco Pogliese che deve tenere i numeri della maggioranza in vista delle prossime sfide importanti che arriveranno in consiglio.

Ma partiamo dall'inizio e dalle due notizie che stanno scatenando una ridda di voci, rumors e ipotesi. La prima riguarda le nomine Acoset: presidente e direttori uscenti erano appartenenti all'area di centrodestra ma - nel recente rinnovo - qualcosa è andato storto e tra accuse incrociate, tentativi di far saltare la seduta per la votazione per prendere tempo e tensioni a spuntarla è stato il centrosinistra con il duo Barbagallo - Sammartino.

I due deputati regionali etnei controllano "militarmente" il territorio e hanno fatto valere la forza dei numeri innestandosi nella faglia di un centrodestra che non è riuscito a "controllare" il voto, specie di qualche piccolo comune, che ha determinato il proseguimento della seduta, la defenestrazione dei vecchi vertici e l'elezione di una vecchia conoscenza della politica locale come Diego Di Gloria a presidente e Giuseppe Rizzo a direttore, prendendo il posto dello storico esponente della destra catanese Fabio Fatuzzo.

La seconda notizia è rappresentata dalle dimissioni, da componenti del cda Sidra, di due fedelissimi di Pogliese: Dario Moscato e Marco Navarria. E' decaduto il consiglio di amministrazione e con esso il presidente di riferimento di Grande Catania Antonio Vitale.

Quest'ultimo è finito nel mirino per le gravi problematiche di erogazione delle ultime settimane e per le cosiddette "bollette pazze", nonché per qualche assenza nelle convocazioni consiliari avendo inoltre chiesto dirigenti dall'Asec e avendo mostrato poca apertura nei confronti dell'ipotesi - caldeggiata dall'amministrazione - di una fusione proprio tra l'azienda del gas e la Sidra.

Dietro il dato tecnico e di servizio, però, si nasconde il dato politico. Il sindaco Pogliese con la defenestrazione, di fatto, del presidente Sidra ha voluto dare una svolta alla gestione della partecipata o ha voluto lanciare anche un chiaro messaggio politico alla luce dell'esito della votazione dell'Acoset?

Sembrerebbe che, in effetti, la mossa del sindaco abbia un duplice intento e adesso si aprirà una partita molto delicata per la successione di Vitale. Sarà sempre un posto - come da accordi elettorali - che verrà garantito a Grande Catania o potranno esserci cambiamenti in vista nella figura del presidente dopo il "fattaccio" Acoset? C'è stata qualche "saldatura" poco gradita che ha destabilizzato i rapporti nel centrodestra?

Voci di corridoio e altre testate, come Iene Sicule, hanno ventilato il nome di Fatuzzo che "fuoriuscito" dall'Acoset potrebbe rientrare attraverso la Sidra.

Negli ambienti di Grande Catania  il capogruppo Sebastiano Anastasi "pur comprendendo le recenti problematiche legate alla Sidra" si dice "attonito e basito" perché ritiene che "se ci siano problemi nella partecipata la proprietà li discute col cda e con l'utilizzo delle commissioni di merito".

"Mi auguro di ricevere, a breve, delle spiegazioni su quanto accaduto", ha aggiunto Anastasi.

"Una azienda come la Sidra che ha iniziato una azione di risanamento e verifiche - conclude il capogruppo - come la situazione delle pompe, non può rimanere da un giorno all'altro acefala".

In attesa di capire le prossime mosse dell'amministrazione si registrano altri movimenti in consiglio. Dopo il "ritorno a casa" del consigliere Andrea Barresi c'è fermento in Forza Italia. C'è chi come Salvo Di Salvo, con  il suo gruppo consiliare #insiemesipuò, vorrebbe far tornare il simbolo berlusconiano in aula dopo il sostegno a Milazzo alle europee. C'è chi come Dario Grasso, che ha una lunga militanza, vorrebbe però un riconoscimento di fedeltà ai colori azzurri. Di certo sembrerebbe strano - anche se ormai la politica ci ha abituato a cambi di partito spesso repentini - vedere un ex assessore di Enzo Bianco indossare la casacca degli uomini di Berlusconi in consiglio.

Inoltre si sta giocando anche la partita per gli altri due assessori che il sindaco può nominare. Dagli ambienti forzisti rimane il nome di Massimo Pesce, anche se una parentela con il consigliere Lanfranco Zappalà potrebbe creare qualche problema di incompatibilità alla luce delle nuove leggi, mentre per ora lavora sotto traccia Diventerà Bellissima. Prima era in auge il nome della moglie dell'ex rettore Basile, Francesca Catalano, ma lo stesso movimento musumeciano ha smentito. Quindi si resta in attesa di riempire le caselle dei due assessorati e della Sidra in una pausa estiva che sarà movimentata per gli equilibri a Palazzo degli Elefanti.

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