Europee, Stancanelli "il pontiere": "Nessuno strappo con Diventerà Bellissima, mi candido per unire"

Il senatore a Catania Today fa il punto sulla sua candidatura per uno scranno a Bruxelles e torna sui rapporti con Musumeci

Parlando di Raffaele Stancanelli non può che ritornare più volte l'avverbio "già". Il già consigliere comunale di Catania, già deputato regionale, già assessore regionale, già sindaco, già senatore. Adesso scende in campo - come lui dice nel corso della nostra intervista - come "avamposto" e collante del centrodestra per le prossime europee sotto l'insegna, ovviamente, di Fratelli d'Italia.

Video | L'intervista

Con Catania Today Stancanelli fa il punto sullo stato dell'arte del centrodestra siciliano, sulle prospettive di Catania e del governo regionale e sulla campagna elettorale che lo vede protagonista e nome forte della lista che il partito di Giorgia Meloni sta mettendo in campo per la circoscrizione isole.

Il già sindaco etneo, in una fase altrettanto tumultuosa come quella attuale, aveva "salvato" il comune facendo leva anche sui rapporti con il governo nazionale e aveva evitato il dissesto. Adesso la situazione, con il dissesto, è precipitata e l'interlocuzione con il governo è appena partita.

"L'amministrazione - spiega Stancanelli - deve fare certezza sui conti e deve essere rigorosa. Io ho qualche esperienza di rigore che mi fu rimproverata, ma la politica deve saper dire anche tanti no. Adesso tutta la deputazione di maggioranza e di opposizione deve stringersi attorno al comune e al sindaco e ho riscontrato la disponibilità dei parlamentari di maggioranza, come quelli del cinque stelle, alla realizzazione di alcuni incontri con il governo per stabilire percorsi comuni. Io ho fatto una interrogazione puntuale sulla situazione di Catania e attendo risposta dal governo".

Video | L'intervista

Non è stata una candidatura indolore per il senatore Stancanelli che è maturata soltanto nelle ultime settimane. Se dapprima la candidatura di un uomo di partito in quota FdI doveva essere quella dell'assessore regionale Sandro Pappalardo, è poi maturata la scelta di Stancancelli, con invito direttamente da parte di Giorgia Meloni. Probabilmente anche per dare un "segnale" da parte del partito, che raccoglie l'eredità della destra storica, a Nello Musumeci. Partito che per primo sostenne la candidatura a presidente di Musumeci.

Il presidente della Regione ha scelto di stare alla finestra in queste competizioni regionali. Il suo movimento si era spaccato sul fronte sovranista: tra chi propendeva per la Lega e chi per FdI. Ma Diventerà Bellissima, come sancito dal congresso, sarà neutrale come la Svizzera, anche se certamente Stancanelli, fondatore del movimento e recentemente autosospesosi, pescherà voti, aiuti e preferenze nell'ambiente.

"Io rispetto le decisioni del congresso di Diventerà Bellissima - afferma Stancanelli  -. Quando abbiamo costituito, con altri, questo movimento aveva lo scopo dell'elezione di Nello Musumeci a presidente. In corso d'opera lo abbiamo trasformato in un movimento politico che ha significato solo se ha una prospettiva. Ma il congresso ha deciso che il movimento dovrà solo dedicarsi al sostegno del presidente".

Stancanelli, pungolato sull'argomento, mantiene lo stesso approccio "svizzero" e dice di non "voler litigare" né di voler "fare strappi": "Non ho fatto nessuno strappo ma penso sia un errore politico non continuare un percorso iniziato 5 anni fa per il quale abbiamo chiamato a raccolta il campo del centrodestra che si sente orfano di una classe dirigente e dei partiti".

"Quando tu pianti un albero - conclude il ragionamento Stancanelli con una metafora - e questo ti dà frutti importanti, come l'elezione del presidente della Regione, come fai a interrompere poi l'irrigazione?".

Un po' come Toti in Liguria, Stancanelli in Sicilia ha svolto e continua a svolgere un ruolo di pontiere con tanti altri mondi, con gli autonomisti, i centristi, con la destra post Alleanza Nazionale. E anche Fratelli d'Italia, specie sull'isola, per le europee ha puntato ad allargare il campo con l'accordo con gli autonomisti e con l'innesto di altri candidati che provengono da altre esperienze, come ad esempio il sindaco di Avola Cannata dato in forte ascesa per un posto in lista o il deputato europeo uscente Leontini, eletto con Forza Italia.

La campagna elettorale per le europee Raffaele Stancanelli sembra affrontarla con serenità: "Farò sapere che sono candidato a quante più persone possibili. Fortunatamente sono riconosciuto come uomo delle istituzioni e come politico godo di un certo credito e il mio sforzo sarà di raggiungere quante più persone possibili. Chiederò il voto prima per Giorgia Meloni e poi per me. L'Europa non è più un riferimento per i cittadini che la vedono lontana e viene percepita come una somma di privilegi. Vogliamo una Europa diversa, modellata su quel concetto di Europa nazione per il quale ci siamo storicamente battuti".

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