Stancanelli rimane alla guida e i consiglieri rispondono

"Ho il dovere di restare alla guida di Catania, non ho bisogno di paracadute a differenza di altri", aveva esordito così il sindaco decidendo di non candidarsi alle elezioni politiche. A seguire, messaggi pro e contro

"Ho il dovere di restare alla guida di Catania, non ho bisogno di paracadute a differenza di altri", aveva esordito così il sindaco Stancanelli, qualche giorno fa quando ha annunciato la decisione di restare nel capoluogo etneo senza candidarsi alle elezioni politiche. A seguire, messaggi pro e contro.

“Come al solito il sindaco-attore Stancanelli ha compiuto la sua sceneggiata -lo scrivono in una nota i cconsiglieri comunali di Catania del Partito Democratico - Ad un anno da quando fu costretto (altro che scegliere) da una sentenza della Consulta ad optare tra la sindacatura ed il Senato, ha nuovamente fatto filtrare voci sulla sua fuga verso Roma  tenendo con il fiato sospeso consiglieri e addetti ai lavori, media e televisioni.E come un anno fa tutta l’operazione è avvenuta nell’indifferenza dei cittadini: nessuno si è stracciato le vesti, nessuno gli ha chiesto di restare, neanche i suoi compagni di partito o simili”.

Secondo gli esponenti catanesi del Pd la scelta di Stancanelli “è stata dettata da un semplice calcolo. Appena è nata la formazione politica di La Russa, Stancanelli era convinto che sarebbe potuto scattare il seggio in Parlamento. Ma dopo qualche giorno, sondaggi alla mano, evidentemente il sindaco ha capito che al Senato in Sicilia il seggio non scatterà e alla Camera il 2% a livello nazionale, necessario per entrare a Montecitorio, è ancora molto lontano per il nuovo partitino di destra”.

“Peccato – conclude la nota – che il palcoscenico di questa “farsa” sia la città con le sue tante questioni irrisolte, con il predissesto che il sindaco non ha saputo evitare, con i mille problemi che solo una nuova amministrazione, fra qualche mese, potrà risolvere”.

Critico anche Salvo Di Salvo, capogruppo di Famiglia, Lavoro, Solidarietà: “Ancora una volta viene richiamata dal Sindaco Stancanelli l’attenzione dei cittadini catenesi come se fossero tutti lì in attesa della sua pleonastica decisione – scrive il consigliere comunale -, si assiste a distanza di un anno al solito teatrino del sindaco che ormai non commuove più nessuno.Mi Auguro che per lo meno questo possa servire per portare al termine il lavoro messo in cantiere ma mai concretizzato.Una fiction per dare il via alla sua campagna elettorale.

 "La decisione di Raffaele Stancanelli di non dimettersi da sindaco, e di preferire ancora una volta Catania e i catanesi alle piu' comode sirene romane, e' un gesto di grande responsabilita' che gli rende onore. La difficile opera di risanamento del Comune, intrapresa da Stancanelli e dalla sua Amministrazione, non poteva e non doveva essere interrotta per il bene della citta'. Con questo nobile gesto e con questo rinnovato entusiasmo si continui nell'opera di buona amministrazione e di rilancio della nostra citta'". Lo dichiara il parlamentare regionale del Pdl, Salvo Pogliese, vice presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana.

"Apprezzo il gesto del sindaco di Catania Raffaele Stancanelli che, in un momento delicato per il Comune, ha dimostrato senso di responsabilita', decidendo di restare primo cittadino". Lo afferma il capogruppo dell'Udc all'Ars, Lino Leanza.

"La scelta del sindaco Stancanelli di restare alla guida della citta' gli fa onore ed e' un tassello importante nella difficile attivita' di assemblare il puzzle della buona politica". Lo ha dichiarato il parlamentare regionale e leader siciliano de La Destra, Nello Musumeci. "Con difficolta' -ha aggiunto Musumeci- i cittadini sopportano questi politici che si smarcano dalle proprie responsabilita' per disegnare carriere. Con Stancanelli- -ha evidenziato- siamo stati, assieme ai colleghi Lo Presti e Zammataro, attenti osservatori e mai gli abbiamo fatto sconti. Abbiamo detto cosa condividevamo e cosa ci vedeva su posizioni diverse. Proprio per questo -ha concluso Musumeci- desidero, come gia' ebbi modo di fare quando si dimise dal Senato, riconoscere oggi la bonta' di questa sua scelta".

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