Stancanelli rompe il silenzio: "Sul dissesto Bianco o mente o non sa leggere"

Per la prima volta dopo cinque anni l'ex sindaco Stancanelli attacca direttamente Enzo Bianco e, in un'intervista esclusiva a CataniaToday, spiega il suo punto di vista sul dissesto economico-finanziario del Comune

Più volte è stato tirato in causa durante questi anni ma bisogna riconoscerglielo, nonostante le richieste giornalistiche e le punzecchiature dei suoi avversari, Raffaele Stancanelli ha sempre mantenuto quello che lui stesso definisce un "rispettoso silenzio istituzionale". Questa volta però l'ex primo cittadino di Catania non ci sta ed ha deciso di rompere gli indugi, rilasciando un'intervista esclusiva a CataniaToday. Un dialogo dai contenuti al vetriolo in cui l'avvocato etneo, oggi uomo di fiducia del presidente Nello Musumeci, ha spiegato la sua versione dei fatti sul dissesto economico-finanziario del comune di Catania. "Non una risposta" ma una "precisazione" nata dalle dichiarazioni di Enzo Bianco che, durante un video-monologo su Facebook ed alcune interviste, l'ha accusato indirettamente di essere il principale responsabile dell'attuale situazione di cassa. 

Avvocato, come stanno le cose? La colpa è tutta sua, come dice Enzo Bianco?

"Prima di spiegare cosa penso vorrei fare una premessa: come voi sapete non mi sono mai permesso di intervenire durante questi cinque anni perché ritengo che un'amministrazione debba lavorare senza avere il costante disturbo da parte di chi, invece, ha perso le elezioni. Un atteggiamento che tuttavia vedo non corrispondere a quello di Enzo Bianco che, al contrario, è molto attivo nel rilasciare dichiarazioni sui giornali e sui social. So che l'assessore Bonaccorsi interverrà in aula per rispondere alle sue accuse, mi auguro quindi che l'ex sindaco sarà presente in modo da poter ascoltare direttamente la versione della giunta". 

Purtroppo Bianco ha già detto pubblicamente che domani non sarà presente, deve incontrare il ministro dell'Ambiente...

"Beh, questo è un vero peccato, ma mi sembra un comportamento poco rispettoso delle istituzioni. Invece di andare su tutti i giornali a dire bugie, il dovere di un consigliere comunale di opposizione che si rispetti sarebbe quello di presenziare in aula. Di questa riunione di giorno 13 novembre, del resto, se ne parla almeno da 20 giorni e l'aveva chiesta il suo ex assessore Di Salvo prima del pronunciamento della Corte dei Conti. Forse pensavano di mettere in difficoltà l'amministrazione Pogliese e, anche questa volta, non ci sono riusciti". 

Entriamo nel merito, come risponde alle accuse che le ha lanciato l'ex primo cittadino? 

"Quando io mi sono insediato ho trovato una situazione debitoria di 1 miliardo e 54 milioni ed ho lasciato a circa meno 300 milioni. Parliamo di numeri che ho consegnato al mio successore Enzo Bianco. Per quanto riguarda i mutui da rimborso, la situazione che ho trovato era quella di un debito di 549 milioni e 700 mila, più del 50% del totale complessivo. Questi mutui erano stati contratti per lo più sotto l'amministrazione Bianco, prima che lui andasse via per fare il ministro nel 1999. Dal 1993 al 2000, infatti, sono stati accumulati  360 milioni di euro, di cui 92 soltanto per i disavanzi dell'Amt, mentre gli altri per coprire i disavanzi di amministrazione dal 1993 al 1999. Atti legittimi, per carità, ma non sempre morali".

Come funziona questo meccanismo dei disavanzi di amministrazione? 

"Vi spiego: a fine anno quando si vedeva che c'era un disavanzo si faceva un mutuo a pareggio. Se li ricordate quelli erano gli anni in cui, con le spese correnti si facevano le feste, i capodanni, i ceri che si scioglievano in pochi secondi, i concerti e tutta l'attività cabarettistica che Catania ha vissuto con Bianco. Tutte attività pagate dalle future generazioni con i mutui a pareggio. In secondo luogo, io non voglio fare le pulci a Bianco, ma lui ha dichiarato che il suo debito per sorta capitale era di 1 miliardo e 200 milioni, quindi, se la matematica non è un'opinione lui ha lasciato 500 milioni di debito superiori rispetto a quelli ricevuti. Non vedo pertanto perché questo dissesto debba averlo creato io o Bonaccorsi. Io mi assumo le mie responsabilità, ma forse sono stato sconfitto proprio perché ho detto tanti 'no', tanto che da molti venivo definito 'il ragioniere', in quanto mi attaccavo ai numeri. Una scelta che difendo, altrimenti il dissesto sarebbe avvenuto prima".

Bianco, nel suo video, dice che il piano di riequilibrio di Roberto Bonaccorsi non teneva conto di molti debiti fuori bilancio.

"Non giriamoci intorno, qui le cose sono due: o Bianco è bugiardo o non sa leggere i piani di riequilibrio dopo aver fatto per 20 anni il sindaco e il presidente dell'Anci. Il piano di riequilibrio è, per sua natura, decennale. Quando nel piano troviamo scritto 8 milioni l'anno, più 21 milioni per imprevisti, è chiaro che il totale è di quasi 30 milioni che, per 10 anni, fanno 300 milioni, e questo lo certifica anche la Corte dei Conti. Lo stesso organo che, tra l'altro, se si va a leggere la delibera 154 dice espressamente che le irregolarità riscontrate sono tali da dover essere trasmesse alla Procura per accertare l'eventualità di comportamenti penalmente rilevanti. Io non sono un giustizialista, sia chiaro, mi auguro quindi che la Procura non accerti nessun reato ma, in generale, consiglio a Bianco di assumersi le sue responsabilità politiche invece di addossare le colpe agli altri. Temo che purtroppo non lo farà perché lui ha sempre fatto capire che, durante la sua amministrazione, Catania è stata un giardino dell'Eden. Forse però è il caso che ora stia calmo ed attenda con serenità i risultati delle indagini". 

Lei difende quindi il piano di riequilibrio del suo ex vicesindaco Roberto Bonaccorsi?

"Certo che lo difendo, ci mancherebbe altro. Ma il bello è che non lo difendo solo io. Questo piano è stato adottato dallo stesso Bianco al momento della sua nomina a sindaco nel 2013. Da quel momento, lui aveva sei mesi, per legge, per cambiarlo. Non solo non l'ha fatto, lasciandolo così com'è, ma ha anche espresso soddisfazione, assumendosene la paternità al momento dell'approvazione in Consiglio. La Corte dei Conti, per altro, ha indicato la delibera sulle partecipate di Bonaccorsi, contenuta nel piano, come esempio di corretta amministrazione. Un provvedimento, quest'ultimo, poi smantellato da Bianco".

Come giudica il comportamento di Bianco in questi giorni? 

"Questi atteggiamenti dimostrano che l'ex sindaco ha la coda di paglia. Catania purtroppo, e lo dico da ex amministratore, non sta bene. A me dispiace, soprattutto perché i cittadini avranno gravi ripercussioni. Bianco sia sereno e tranquillo, anche perché la gente non è cretina. Questa sua foga è deleteria, non si comprende. Gli do un consiglio: ha sorriso per cinque anni, continui a sorridere". 

Quale consiglio sente di dare, invece, al sindaco Salvo Pogliese?

"Beh, più che un consiglio mi sento di fargli un augurio, quello cioè di poter essere all'altezza di un compito molto oneroso. Di essere all'altezza delle aspettative dei cittadini, pur in una situazione tanto gravata dal cattivo operato della precedente amministrazione".  

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