Pay tv pirata: il 'pezzotto' è reato, rischio multa e carcere

Il 'pezzotto' ossia il decoder utilizzato per accedere gratuitamente a canali pay tv attraverso la connessione in fibra ottica, rappresenta un reato sia per coloro che lo 'vendono' che per coloro che lo utilizzano

Un'operazione condotta dalla Guardia di Finanza ha denunciato 223 utenti che utilizzavano il 'pezzotto', ossia un set box in grado di collegarsi alla propria tv ed a internet per la ricezione di canali e programmi legati a pay tv come Sky, Dazn, Netflix. E' un decoder che grazie al sistema IPTV (Internet Protocol Television) riceve i canali televisivi attraverso lo streamin onile.

Iptv pirata - Come si installa

Basta avere una connessione in fibra ottica. Dopo aver sottoscritto un abbonamento, spesso tramite ricariche PostePay, si riceve un codice ed ecco tutti i canali apparire in ogni dispositivo connesso a internet, dal computer alla smart Tv passando per lo smartphone e il tablet su cui sono state installate delle app ad hoc.

Chi usa questi mezzi per accedere alla pay tv rischia multe da € 2.500,00 fino ad € 25.822,00 ma anche la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Secondo la Corte di Cassazione il reato consiste nella violazione della legge sul diritto d'autore del 1941, art. 171 octies, che sanzione "chiunque a fini fraudolenti, produce, pone in vendita, importa, promuove, installa, modifica, utilizza per uso pubblico e privato apparati o parti di apparati atti alla decodificazione di trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato effettuate via etere, via satellite, via cavo, in forma sia analogica che digitale".

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Non sempre l'anonimato protegge l'utente. Nel momento in cui viene effettuata una ricarica tramite PostePay è possibile che la polizia postale possa risalire ai clienti dell'organizzazione criminale. C'è già chi è stato condannato nel 2017 a Palermo: si trattava di un utente (4 mesi e 2.000 euro di multa) che vedeva Sky in modo illegale taroccandone i codici.
 

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