Affitti brevi: cosa cambia col 'Decreto crescita'

In seguito al 'decreto crescita' cambiano radicalmente alcune regole per quanto riguarda gli affitti brevi: anche gli intermediari sono ritenuti responsabili del mancato pagamento delle imposte da parte degli affittuari

Il Fisco nei prossimi mesi ha intenzione di controllare il fenomeno degli affitti brevi, ossia quelli offerti da piattaforme come Airbnb, Booking o Homaway.

Grazie al 'decreto crescita' si darà la possibilità all'Agenzia delle Entrate di poter accedere alla banca dati Alloggiati Web della Polizia di Stato, dove si è tenuti a comunicare la generalità degli inquilini.

Alla fine del 2018 risultavano solamente 195.000 appartamenti registrati. Un dato che cozza per esempio con quello di Airbnb, che a luglio del 2019 registra circa 416.000 annunci.

Il 'Decreto crescita' prevede multe fino ad € 5.000,00 per i proprietari di case vacanze che evadono il fisco ma anche per i siti che fungono da intermediari, facendo incontrare domanda ed offerta (Airbnb). Questi ultimi vengono considerati responsabili in solido rispetto agli obblighi di versamento delle imposte sui contratti di locazione di durata breve. Saranno inoltre ritenuti responsabili anche per il versamento dell'imposta di soggiorno da parte dei turisti.

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