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LA TIGRE BLU DELL’EUFRATE # Castello Ursino - Estate Catanese

Piazza Catania · Catania

LATITUDINI - RETE SICILIANA DI DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA e ASSOCIAZIONE STATALE 114
presentano:

LA TIGRE BLU DELL'EUFRATE
di Laurent Gaudé
traduzione Simona Polvani
spazio e regia Beno Mazzone
con Luca Iervolino
video: Pietro Vaglica
musiche: Antonio Guida
costumi: Sartoria Teatro Libero
luci: Gabriele Circo - Gianfranco Mancuso
produzione: TEATRO LIBERO PALERMO

Grazie all'organizzazione della Rete Latitudini, ritorna a Catania, dopo molti anni di assenza, il Teatro Libero di Palermo, Stabile d'Innovazione della Sicilia, ideatore anche a Catania, dell' Incontroazione teatro festival -Itinerario/Sicilia - che si è svolto, in collaborazione con il Teatro Stabile di Catania, per più di dieci anni, presso il Teatro Musco ed il Verga.
Per l'estate catanese, promossa dall'Assessorato ai Saperi alla Bellezza Condivisa, il Teatro Libero DI Palermo presenterà una anteprima, in forma di mise-en-éspace curata da BENO MAZZONE, della pièce LA TIGRE BLU DELL'EUFRATE, di Laurent Gaudé, nella traduzione di Simona Polvani, con LUCA IERVOLINO.

La tigre blu dell'Eufrate, quinto testo teatrale di Laurent Gaudé, è un monologo epico, tragico e lirico, che coglie le ultime ore di vita di Alessandro Magno, in un faccia a faccia estremo con il dio dei Morti, di cui si appresta a violare il Regno, con lo stesso desiderio insaziabile di conquista, che altri non è che il desiderio di conoscere e "sentire", che ha dominato tutta la sua esistenza.
La tigre blu dell'Eufrate, animale dal manto di pietre preziose, è un miraggio da inseguire, la ragione di vita, il senso del mai compiuto.
Laurent Gaudé costruisce così una parabola in cui gli elementi storici attraverso il racconto si trasfigurano in mito.
Alessandro Magno, accompagnato idealmente dalle sue trecentosessantacinque spose, si racconta sulla soglia della vita. E' stato un visionario incallito e vigliacco, a cui una tigre blu ha inutilmente indicato la retta via da seguire per guadare l'Eufrate. Dissuaso nell'impresa dai soldati, che alla vittoria preferiscono la famiglia, il condottiero a fine carriera, forse un eroe, forse un vecchio nevrotico, sul palco si lamenta copiosamente di aver diffidato della tigre che gli era gentilmente apparsa. Come a dire che non è sempre Damasco; e che, manipolando a ritroso, chi ha scritto la storia da vincitore può diventare vinto.

Il testo è stato presentato in lettura scenica a cura di Beno Mazzone, con Gabriele Calindri e André Marcon, nell'ambito della prima edizione della rassegna "Face à Face Parole di Francia per scene d'Italia 2007″, a Palermo. Nel nuovo allestimento il 20 luglio è stato presentato al festival FERIE D'AUGUSTO a Bene Vaggienna (Torino).
Lo spettacolo debutterà a Torino - Teatro Erba - il 14 ottobre 2014 e a Palermo - Teatro Libero - il 26 febbraio.

ingresso € 10 intero € 8 ridotto
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