Europei pallavolo sordi, Italia in semifinale: tra i protagonisti il catanese Riccardo dell’Arte

Cresciuto con la passione per la pallavolo. Palleggiatore il suo ruolo in campo. Ha disputato la sua ultima stagione in serie b con il Papiro Fiumefreddo, conquistando la salvezza. Adesso sta vivendo da protagonista l’avventura degli azzurri a Cagliari. In palio, contro la Russia, c’è il pass per la finale

Una semifinale degli Europei alle porte da disputare il 14 giugno a Cagliari contro la Russia, 18.00 orario d’inizio. L'orgoglio di far parte di un gruppo affiatato e speciale, guidato da coach Rocco Bruni. Il mondo di Riccardo Dell'Arte ruota attorno alla pallavolo. Il palleggiatore azzurro, di Catania, pratica questo sport da quando ha 11 anni. Durante la stagione 2018/2019 ha militato in serie b, conquistando la salvezza con il Papiro Fiumefreddo. Ora è alla sua quarta convocazione della carriera nella nazionale italiana sordi. In campo, con i colori azzurri, va senza alcun ausilio o apparecchio per l’udito come da regolamento, ma è proprio questo aspetto a rendere questa avventura speciale. Avventura che in caso di vittoria contro la Russia potrebbe tramutarsi in medaglia per lui e i suoi compagni di squadra.

Cataniatoday ha intervistato Riccardo dell’Arte a poche ore dalla delicata sfida contro la Russia, semifinale degli Europei organizzati dalla FSSI, Federazione Sport Sordi Italia.

Riccardo puoi dirci le tue sensazioni alla vigilia di una sfida così importante. Cosa si prova ad indossare la maglia dell’Italia? 

"Questa per me è la mia seconda semifinale degli Europei. Quattro anni fa eravamo infatti arrivati a Parigi allo stesso traguardo, ora c’è una consapevolezza maggiore di poter fare bene, siamo maturati e cresciuti come squadra. Lo zoccolo duro è rimasto intatto e si sono aggiunti componenti validi. Siamo fiduciosi. Sono alla mia quarta convocazione invece con la nazionale italiana sordi. Ricordo con piacere l’esperienza dell’anno scorso vissuta da capitano dell’under 21 all’Europeo disputato a Palermo, quindi in terra siciliana. Doppio orgoglio per me. Altro momento emozionante e significativo è stato quello vissuto alle Olimpiadi in Turchia nel 2017”

Quando è iniziato il tuo percorso in questo sport? 

"Gioco a pallavolo da quando avevo 11 anni. La pallavolo per me è stata sempre di casa perché mio padre allena da una vita ed è il direttore tecnico di una squadra. Ho respirato questo mondo sin dall’inizio e la spinta della mia famiglia è stata fondamentale"

Riccardo hai militato nell’ultima stagione nel campionato di serie b alla corte del Papiro Fiumefreddo, conquistando la salvezza con la compagine siciliana. Un’esperienza importante dal punto di vista tecnico per te. Come interpreti il ruolo di palleggiatore in campo? 

"Chiaramente c’è da fare una distinzione. Il ruolo del palleggiatore qui in nazionale lo interpreto inevitabilmente in maniera diversa. Non avendo modo di utilizzare alcun ausilio per l’udito, in campo dobbiamo scendere tutti puntando su una forte sinergia, intesa di squadra, affiatamento sviluppato nel corso degli allenamenti. Nel mio ruolo è fondamentale, dal punto di vista tecnico, alzare la palla per permettere agli schiacciatori di finalizzare l’azione. In un contesto tra persone senza problemi di udito è spesso lo schiacciatore a chiamare il passaggio a seconda delle situazioni di gioco, dalla palla più alta, al passaggio filtrante più teso, le richieste variano sempre. Non avendo la possibilità di comunicare in campo qui in nazionale prepariamo il più possibile prima ogni situazione di gioco. Facciamo spesso dei raduni durante l’anno per creare un forte affiatamento e oleare i meccanismi di squadra”

Si crea quindi un forte affiatamento all’interno della squadra. Aiutaci a scoprire meglio il mondo della nazionale sordi
"Quando sono qui sento quel qualcosa in più che ci accomuna tutti. Ed il clima che si crea è speciale. Nel mio caso, avendo la possibilità di giocare anche in contesti e campionati per udenti, noto la differenza, l’impatto è decisamente forte. Per quanto riguarda invece il nostro movimento spero vivamente possa crescere sempre di più. Non ti nego che ci sono delle difficoltà nel trovare nuovi giocatori, ma si sono fatti passi in avanti, l’anno scorso ad esempio siamo riusciti a fare il primo europeo under 21. Ci siamo anche noi e la nostra speranza e il nostro augurio è sempre quello che nessun palazzetto resti vuoto quando scendiamo in campo”

Un grosso in bocca al lupo allora Riccardo per la sfida contro la Russia e forza Italia

"Crepi. Siamo fiduciosi come ho detto all'inizio. Speriamo di portare a casa una medaglia per i colori azzurri. A livello personale sarebbe la mia prima medaglia della carriera"
 

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