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Riapertura delle discoteche, Assointrattenimento e Silb: "Capienza al 35% discrimina gli imprenditori"

Una nota congiunta delle sigle del settore del divertimento si scaglia contro le indicazioni per la riapertura fornite dal Cts

Discoteche a passo di gambero. Per la riapertura il Comitato Tecnico Scientifico ha fornito delle indicazioni molto stringenti, limitando al 35% la capienza delle sale da ballo. Le sigle del settore non ci stanno e hanno diramato una nota vergata da Assointrattenimento e Silb. La condizione nel catanese è molto seria per i gestori che sono chiusi da due anni e hanno dovuto far fronte ai mancati introiti e ai costi delle spese vive. Come detto da Gabriele D'Ambra, vice presidente dei Assointrattenimento e imprenditore etneo, molte discoteche rischiano di non riaprire più. 

"Non è più possibile , dopo la perdita di 4 stagioni lavorative e la riapertura di tutti i settori, che governo e Cts non tengano conto di tutte le informazioni e le proposte avanzate dalle principali associazioni nazionali di categoria - dice la nota delle sigle del settore -. La riduzione della capienza al 35% rende impossibile l’organizzazione dell’ attività di impresa per i gestori rendendo insostenibili i costi di gestione: il nostro lavoro è fatto di persone, le nostre aziende si avvalgono di molti collaboratori (labour intensive). Sosteniamo costi variabili per aprire i locali molto elevati. Con la riduzione del 65% del pubblico non copriamo i costi variabili e quindi amplieremmo il buco finanziario, generato dalle imposte chiusure che perdurano da ben quattro stagioni, compromettendo definitivamente la salute delle nostre aziende".

Per i gestori "se questa percentuale di riduzione dell’affluenza sarà adottata dal governo, sarà la fine per centinaia di imprese,  saranno  favorite  le attività di spettacolo e ballo abusive, favorendo l’illegalità". Così le associazioni di categoria hanno chiesto di essere convocate da Draghi. 

"Non permettere una riapertura sostenibile dell’attività di pubblico spettacolo, attraverso l’utilizzo dello strumento Green-Pass,  è un enorme errore, frutto di scelte suggestive, prive di  significato e di reali logiche di prevenzione. La riapertura con capienza limitata al 35% è insostenibile economicamente per le imprese ed è opzione estremamente pericolosa perché diretta a favorire manifestazioni spontanee, illegali con assembramenti in luoghi inidonei e difficilmente controllabili, cosi vanificandosi tutti gli sforzi patiti e subiti fino ad ora dalla società civile per arginare la pandemia", conclude la nota.

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